In Italia gli investimenti nei data center sono in crescita costante: nel biennio 2025-26 la previsione è di oltre 10 miliardi di euro (contro i 5 miliardi del 2023-24), in aumento tendenziale almeno fino al 2030.
Per le applicazioni HVAC, la sfida consiste nel coniugare business continuity, intesa come sicurezza fisica e dei dati, e sostenibilità economica, energetica e ambientale.
In un impianto idronico ad alta ridondanza, l’ottimizzazione del pompaggio offre un importante potenziale di risparmio soprattutto se si utilizzano tecnologie evolute. Il pompaggio distribuito, ad esempio, mette a sistema semplicità costruttiva e risparmio di gestione, garantendo una circolazione ottimale dei fluidi in ogni condizione operativa.
Il contenimento dei consumi della risorsa idrica e la riduzione del carico inquinante degli scarichi sono ulteriori aspetti che impattano su costi e sostenibilità. Il corretto trattamento delle acque migliora la qualità dell’acqua di processo, a vantaggio dell’affidabilità, e contribuisce alla riduzione del consumo idrico complessivo.
Il recupero e il riuso su scala locale del calore prodotto dai data center è un’ulteriore opportunità, fortemente promossa dalle istituzioni comunitarie per la decarbonizzazione dei consumi termici.
Tutti questi aspetti devono essere messi a sistema in sede di progettazione, per soddisfare i rating di classificazione del settore.
In collaborazione con Grundfos Pompe Italia, la redazione di RCI presenta il white paper “Raffreddamento ottimizzato per infrastrutture IT – Trattamento dell’acqua, pompaggio distribuito e riuso del calore migliorano la sostenibilità dei data center”.
L’innovazione del mondo ICT pone sfide significative al settore HVAC: riduzione dei consumi energetici e di risorse, miglioramento del sistema edificio-impianti, incremento dell’efficienza energetica, ricorso a fonti rinnovabili, recupero e riuso del calore di scarto, ecc..
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