Sarà ufficializzata in occasione dell’assemblea generale dell’associazione la nomina di Francesca Paffoni – amministratore delegato dell’azienda di famiglia Rubinetteria Paffoni Spa e vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega a mercati ed export, Europa e geopolitica internazionale – a presidente delegata di AVR – Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria.
Sono già delineati i primi elementi del suo programma di presidenza AVR 2026-2028.
Geopolitica e diversificazione: il messaggio alle imprese
Parlare di internazionalizzazione significa necessariamente parlare di geopolitica. Le tensioni internazionali, l’instabilità dei costi energetici e logistici e una progressiva ridefinizione delle catene globali di fornitura hanno modificato lo scenario in cui le aziende erano abituate a lavorare. Secondo Francesca Paffoni, presidente designata di AVR: «Il commercio internazionale sta cambiando: evolvono la geografia degli scambi, la velocità e gli equilibri tra i diversi mercati. In questo scenario, diversificare diventa sempre più importante. Non significa abbandonare i mercati in cui siamo già presenti, ma evitare di dipendere eccessivamente da un singolo Paese o da una sola area geografica, distribuendo il rischio e mantenendo la capacità di cogliere nuove opportunità là dove la domanda cresce».
Sul fronte dei mercati, gli Stati Uniti, tra i principali mercati di sbocco, restano un fattore di incertezza a causa dei dazi, mentre si guarda con attenzione a nuove aree di sviluppo come Mercosur e Canada.
La direttiva europea sull’acqua potabile: da vincolo a vantaggio competitivo
Per chi produce rubinetteria e componenti a contatto con l’acqua potabile, la direttiva comporta nuove prescrizioni e requisiti e una crescente attenzione a materiali, sicurezza e conformità dei prodotti. È un tema tecnico ma allo stesso tempo profondamente industriale e strategico, che impegna le aziende a ripensare materiali, processi, certificazioni e, in alcuni casi, prodotti.
«È proprio qui che si gioca la partita: la vera sfida sarà quindi trasformare queste nuove regole da costo e vincolo a fattore competitivo. Se l’industria italiana saprà anticipare questi cambiamenti, investendo nella qualità dei materiali, nella sicurezza, nell’innovazione e nella sostenibilità dei propri prodotti, potrà trasformare una sfida normativa in un vantaggio sui mercati internazionali».
