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«Il mio condominio ha deciso di installare nel giardino un impianto di illuminazione (lampioni lungo i vialetti e luci sui muri esterni). L’installatore che ha realizzato l’impianto non ha fornito nulla, nemmeno la dichiarazione di conformità e non vuole fornire nulla. Quando gli sono state chieste spiegazioni, ha risposto dicendo di non essere obbligato a rilasciarla perché si tratta di un impianto nuovo, situato all’esterno e non all’interno di un edificio. È vero?», chiede un lettore di Elettro.
L’Inail ha recentemente pubblicato la monografia “Gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative”, con l’intento di offrire uno strumento pratico a supporto di chi è chiamato a gestire il rischio amianto negli edifici – dal censimento al controllo e manutenzione, fino all’informazione di lavoratori e occupanti – e guida per le diverse figure coinvolte nella corretta applicazione della normativa e delle buone pratiche di prevenzione. L’amianto, chiamato anche asbesto – ricorda innanzitutto il documento – è un minerale naturale a struttura fibrosa disciplinato da normative specifiche.
Con una recente sentenza il Tribunale di Napoli ha statuito che, nelle controversie riguardanti la fornitura di luce e gas, il tentativo obbligatorio di conciliazione deve essere preliminarmente esperito dai clienti e utenti per le azioni da incardinare contro gli enti a titolo di condizione di procedibilità.
Il TAR della Lombardia ha recentemente deciso su una controversia insorta tra lo Stato italiano e lo Stato di San Marino, circa il pagamento del servizio di trasmissione di energia elettrica prelevato su suolo italiano.
La Corte di cassazione, con una recente pronuncia del gennaio 2026, ha nuovamente ribadito che in condominio, il proprietario che si distacca dall’impianto di riscaldamento centralizzato, deve comunque contribuire alla manutenzione, ordinaria e straordinaria dell’impianto, e continuare a versare la quota di propria competenza per i consumi involontari, ossia derivanti dalla dispersione del calore. In…
«Per l’impianto elettrico di uno studio di tatuaggi, con superficie 150 m2 e contatore da 9 kW, è necessario il progetto a firma di un tecnico abilitato?», chiede un lettore di Elettro.
Illuminare correttamente i posti di lavoro in esterno, soprattutto nelle ore notturne, significa migliorare visibilità e comfort. Gli aspetti tecnici e progettuali per garantire una luce adeguata alle attività svolte all’aperto diventano quindi davvero rilevanti. Il livello di visibilità e di comfort visivo necessario può variare sensibilmente e dipende sia dal tipo di attività svolta sia dalla durata dell’esposizione visiva, elementi chiave da…
«Nel 1996 abbiamo realizzato, per un cliente, un impianto a gas GPL con serbatoio. Adesso lo stesso cliente ha tolto il serbatoio e ha fatto richiesta per il contatore gas metano. L’impianto verrà modificato solo nel tratto finale, quello che andrà alla nicchia del contatore.
Abbiamo recuperato la vecchia Dichiarazione di Conformità del 1996, che contiene una relazione descrittiva dell’impianto senza alcun disegno. Al fornitore gas posso allegare questa Dichiarazione di Conformità e fare gli Allegati Tecnici Obbligatori solamente per la parte di nuova realizzazione? Naturalmente allegherei anche il disegno di tutto l’impianto, con evidenziata la parte preesistente», chiede un lettore di GT.
La fattispecie in esame trae origine da un infortunio grave subito da un aiuto elettricista durante l’esecuzione di operazioni di collegamento di una cella frigorifera in un cantiere edile, in cui il lavoratore, afferrando un cavo non isolato, subì una violenta scarica elettrica che gli provocò ustioni con prognosi superiore ai 40 giorni. Il Tribunale…
«Esistono limitazioni o controindicazioni nell’utilizzare cavi FS17 in sostituzione ai cavi FG17 all’interno di un edificio residenziale composto da più appartamenti? Da quanto comprendo, l’impiego dei cavi FG17 non sarebbe obbligatorio in assenza di specifiche condizioni di rischio incendio che ne richiedano l’uso. È una valutazione corretta?», chiede un lettore di Elettro.
Con l’ordinanza n. 34762 del 28 dicembre 2024, la Corte di Cassazione è intervenuta nel contenzioso tra un utente e i soggetti erogatori di energia elettrica riguardo la responsabilità del distributore per un contatore guasto e le relative conseguenze civili.
Nel caso in esame, un condomino impugnava dinanzi all’autorità competente una delibera assembleare con la quale il condominio aveva ritenuto non necessaria, alla luce della normativa vigente, la redazione di una diagnosi energetica né la determinazione del criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento secondo la disciplina specifica di settore.