Gru e sicurezza in cantiere

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Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

 

Escludendo il caso di un interruttore guasto (che mi sembra non sia il caso del lettore), una protezione interviene perché ha ragione di intervenire.

Nel caso descritto evidentemente c’è una corrente di dispersione verso terra maggiore di quella che fa intervenire l’interruttore. Se questo viene bypassato certamente non interviene ma non è più in grado di intervenire in nessun caso, si tratta di capire se la corrente di dispersione deriva da un guasto (condizione di pericolo) oppure è quella naturale del circuito integro.

Considerato il contesto si può immaginare di essere nel secondo caso: se è un sistema TT e il valore della resistenza di terra moltiplicato per la corrente differenziale nominale dell’interruttore rispetta il valore limite non ci sono problemi né sostanziali né formali ad alzare la soglia a 300 mA.

Una gru non è infatti un apparecchio utilizzatore mobile, anzi normalmente ha una fondazione in calcestruzzo armato (plinto) su cui viene ancorata alla base o comunque una struttura stabile. È quindi possibile sostituire la presa di alimentazione con una di corrente nominale superiore a 32 A e proteggerla con un interruttore differenziale da 300 mA.

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