
«Il mio condominio ha deciso di installare nel giardino un impianto di illuminazione (lampioni lungo i vialetti e luci sui muri esterni). L’installatore che ha realizzato l’impianto non ha fornito nulla, nemmeno la dichiarazione di conformità e non vuole fornire nulla. Quando gli sono state chieste spiegazioni, ha risposto dicendo di non essere obbligato a rilasciarla perché si tratta di un impianto nuovo, situato all’esterno e non all’interno di un edificio. È vero?», chiede un lettore di Elettro.
«Per l’impianto elettrico di uno studio di tatuaggi, con superficie 150 m2 e contatore da 9 kW, è necessario il progetto a firma di un tecnico abilitato?», chiede un lettore di Elettro.
«Esistono limitazioni o controindicazioni nell’utilizzare cavi FS17 in sostituzione ai cavi FG17 all’interno di un edificio residenziale composto da più appartamenti? Da quanto comprendo, l’impiego dei cavi FG17 non sarebbe obbligatorio in assenza di specifiche condizioni di rischio incendio che ne richiedano l’uso. È una valutazione corretta?», chiede un lettore di Elettro.
«Due società appartenenti allo stesso gruppo, operanti su un complesso immobiliare industriale avente caratteristiche condominiali (tetto e/o altre parti comuni), eventualmente costituendo un condominio, potrebbero avere un unico POD?», chiede un lettore di Elettro.
«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.
«Il mio committente mi ha richiesto l’aggiornamento di una relazione di valutazione del rischio da fulminazione, redatta da un altro professionista nell’autunno 2020. Vorrei però capire, a vostro avviso, è effettivamente necessario un aggiornamento?», chiede un lettore di Elettro.
«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.
«È realmente necessario rilasciare la dichiarazione di conformità anche per interventi di modesta entità? In molti casi il tempo richiesto per la compilazione della documentazione sembra superare quello impiegato per l’esecuzione del lavoro stesso…», chiede un lettore di Elettro.
«Ho acquistato la nuova edizione della Norma CEI 11-27:2025 e la guida alle differenze, pubblicate dal CEI. Nel leggere i contenuti della norma mi sono imbattuto, alla pagina 14, nel riferimento “vedi 0” al quale però non sono riuscito a trovare né nella norma né nella guida. Questa la sezione della norma in questione: 3.7.4…
«Quali sono i requisiti che una persona deve avere per poter aprire una ditta individuale che realizzi impianti elettrici secondo la legge (ad esempio scuola professionale)?», chiede un lettore di Elettro. Anche se è sempre difficile risolvere i dubbi legislativi, questa volta la soluzione è chiara. Basta fare riferimento al Decreto 22 gennaio 2008,…
«Mi sto occupando di un progetto in un’abitazione civile con contatore trifase 15 kW, ma ho due domande relative all’impianto. La prima riguarda il fatto che in una distribuzione classica, dal centralino di piano (sottoquadro) alle derivazioni delle prese giorno, si prevede l’interruttore da 16 A e al massimo 6 prese di derivazione. Esiste una…
«Il progettista di un impianto fotovoltaico deve essere obbligatoriamente un professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno ai sensi del D.M. 5 agosto 2011, o può avvalersi della collaborazione di un professionista antincendio per la validazione e la verifica della parte di progetto relativa alla sicurezza antincendio?», chiede un lettore di Elettro. Non è…