«Vorrei prendere in affitto un locale di circa 900 m² da destinare a rimessaggio, ma è privo di certificazioni e documentazione. A partire da quale superficie è obbligatorio il progetto dell’impianto elettrico? E quali possono essere i costi?», chiede un lettore di Elettro.
Nel caso del lettore, trattandosi di un locale di 900 m², ai sensi del DM 37/08 sono obbligatori sia il progetto redatto da un professionista sia la dichiarazione di conformità rilasciata dall’impresa installatrice. Per interventi di installazione, trasformazione o ampliamento degli impianti elettrici, la dichiarazione di conformità è sempre dovuta e altrettanto il progetto, le differenze stanno nella qualifica richiesta al firmatario.
La dichiarazione di conformità deve essere sempre rilasciata dall’impresa installatrice, mentre il progetto deve essere redatto da un professionista abilitato quando si tratta di immobili destinati ad attività produttive, in particolare se la potenza impegnata supera 6 kW, oppure la superficie è superiore a 200 m². Viceversa, può essere redatto anche dal responsabile tecnico dell’impresa.
Se tale documentazione non è mai stata prodotta o non è più disponibile, e l’impianto è stato realizzato dopo la Legge 46/90 ma prima del D.M. 37/2008, è possibile redigere una dichiarazione di rispondenza (DIRI), come previsto dall’art. 7 comma 6 del decreto, affidando l’incarico a un professionista abilitato con almeno cinque anni di esperienza. Il costo dipende dalla complessità dell’impianto, dalla necessità di ricostruire la documentazione tecnica e da eventuali interventi di adeguamento necessari