Questa volta lascio la risposta sintetica in fondo per evitare che qualcuno non legga tutto.
Il problema è ovviamente regolatorio. Non esiste un “sì” o “no” assoluto. Il principio sostanziale è che ogni unità immobiliare funzionalmente autonoma deve avere un proprio punto di prelievo. Se esistono due unità autonome (anche se appartenenti allo stesso gruppo), la soluzione ordinaria è due POD distinti, ma un unico POD è legittimo se sono verificate tutte le seguenti condizioni:
- l’immobile è catastalmente un’unica unità;
- l’impianto elettrico è unico;
- non esiste una separazione funzionale reale tra le attività;
- non si configura attività di distribuzione o vendita di energia.
In sostanza: deve trattarsi di un unico centro di consumo. Il fatto che le società siano dello stesso gruppo non è elemento decisivo.
Se esiste un condominio:
- le parti comuni devono avere un POD condominiale;
- ciascuna unità autonoma il proprio POD.
In conclusione, in senso stretto la risposta potrebbe anche essere positiva ma solo se esiste un’unica unità di consumo dal punto di vista tecnico e funzionale, altrimenti se esistono due unità immobiliari autonome, la soluzione corretta è POD separati.