Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

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«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

 

La risposta alla sua domanda dipende es­senzialmente da cosa la telecamera è fisi­camente in grado di inquadrare.

Perché l’installazione sia considerata lecita e ri­entri nell’uso esclusivamente personale (essendo quindi esonerata dagli adempimenti del Codice della Privacy e del GDPR), l’angolo visuale della sua telecamera o del suo videocitofono deve es­sere limitato al solo spazio immediatamente an­tistante la porta di accesso.

È vietato estendere la ripresa all’intero pianerottolo, alle scale, all’a­scensore o, peggio ancora, alle porte d’ingresso delle altre abitazioni. Se rispetta questo perime­tro di applicazione, non dovrà chiedere alcuna autorizzazione all’assemblea condominiale, né sarà obbligato ad affiggere cartelli informativi, anche se la prassi consiglia sempre di segnalare la presenza della telecamera per pura trasparen­za nei confronti di chi si avvicina al campanello.

Qualora, invece, la conformazione del luogo o le esigenze di sicurezza rendessero inevitabile la ripresa di un’area comune più vasta o di tran­sito condiviso, lei non potrà procedere autono­mamente. In questo caso, l’installazione dovrà essere preventivamente discussa e approvata dall’assemblea dei condòmini, secondo i quo­rum previsti dall’art.1122-ter del Codice Civile, e il condominio stesso diventerà il titolare del trattamento, con l’obbligo di apporre i cartelli informativi e rispettare le regole sui tempi di conservazione delle immagini e sulla messa a disposizione dell’informativa estesa.

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