Due norme per le tecnologie trenchless

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Esempio di tecnologia no dig per la posa di tubazioni - Photo credits: btr via Wikimedia

Uni ha recentemente pubblicato due nuove norme che si occupano di due applicazioni delle tecnologie trenchless.

Le tecnologie trenchless (o no-dig, senza scavo) sono metodi avanzati per l’installazione, il risanamento e la manutenzione di infrastrutture sotterranee (come reti idriche, reti gas, fognature e telecomunicazioni) con un ricorso nullo o minimo agli scavi a cielo aperto.

Queste tecniche sono considerate strategiche per la sostenibilità urbana poiché riducono drasticamente l’impatto sul traffico, i rumori e la produzione di rifiuti da smaltimento rispetto ai cantieri tradizionali. In tale ambito, l’Uni ha pubblicato due nuove norme che si occupano di due applicazioni delle tecnologie trenchless.

La prima, UNI 11990-2, riguarda la posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontale, mentre la seconda, UNI 11990-3, si concentra sulla trivellazione orizzontale controllata, che rappresenta uno dei sistemi di perforazione guidata. Le due nuove norme si affiancano alla UNI 11990-1, pubblicata lo scorso settembre, e insieme costituiscono i primi standard italiani di questo settore.

La norma UNI 11990-2 – spiega l’Unifornisce le raccomandazioni e i requisiti per la progettazione, costruzione e installazione di tubazioni di linea o di protezione tramite l’utilizzo di sistemi di spinta. All’interno della norma (che si rivolge a tutti i soggetti che operano nel campo delle reti di condotte interrate) vengono definiti anche i requisiti minimi e descritte le pratiche attuate per la posa in opera delle tubazioni a spinta. L’obiettivo della norma è quello di dare delle indicazioni precise sulla corretta scelta dei sistemi di posa, in funzione delle caratteristiche sia delle tubazioni da installare sia di quelle ambientali e geologiche in cui si opera.

La norma UNI 11990-3, invece, definisce i criteri progettuali per la posa di infrastrutture dei servizi di rete, utilizzando la trivellazione orizzontale controllata. La norma individua anche degli accorgimenti per una corretta gestione degli interventi, sia in fase preventiva sia in corso d’opera e in chiusura del cantiere. La norma è il riferimento per tutte le fasi di esecuzione di qualsiasi progetto di trivellazione orizzontale controllata e descrive anche le azioni da attuare per la miglior definizione del progetto da realizzare e le operazioni da eseguire con questa tecnica.

Vengono inoltre messi a sistema anche i criteri di sicurezza da adottare nei cantieri interessati.
Questi documenti – sottolinea l’Uni – nascono grazie al lavoro del GL 04 che opera all’interno della UNI/CT 058 “Città, Comunità ed Infrastrutture Sostenibili” e grazie all’interesse manifestato da IATT (Italian Association Trenchless Technology), associazione che promuove la conoscenza e l’avanzamento tecnico e scientifico delle tecnologie trenchless.

Secondo l’Uni, con la pubblicazione di queste norme l’Italia compie un passo decisivo verso la standardizzazione delle tecniche trenchless: esiste ora un quadro di riferimento chiaro, condiviso e stabile, capace di supportare la progettazione, semplificare i rapporti tra operatori, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni e favorire la qualità delle lavorazioni, promuovendo l’innovazione e rafforzando la sostenibilità complessiva degli interventi.

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