Analisi dei fumi: dalla misura della combustione alla manutenzione

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Dalla verifica della combustione alla misura delle emissioni, l’analizzatore di fumi è uno strumento fondamentale per il controllo e la manutenzione degli impianti termici. Norme, prestazioni e corretta gestione dei sensori sono gli elementi da valutare per scegliere la soluzione più adatta a ogni intervento.

L’analizzatore di fumi, detto anche analizzatore di combustione, è lo strumento che misura il rendimento, i consumi e le emissioni di caldaie e impianti termici, sia in ambito civile che industriale.

Questo dispositivo portatile campiona i gas di scarico tramite una sonda e li convoglia alle sue celle elettrochimiche con due obiettivi: rilevare la concentrazione di ossigeno, monossido di carbonio e, nei modelli più avanzati, ossidi di azoto e altri gas; calcolare grandezze derivate come l’efficienza energetica e le perdite termiche. Una corretta analisi è pertanto il punto di partenza per ottimizzare le prestazioni dei generatori, a partire dalle comuni caldaie domestiche, limitando il loro impatto sull’ambiente.

Le norme di riferimento

Il quadro normativo in cui si collocano gli analizzatori di fumi e le relative operazioni è ampio e variegato, in quanto include leggi dello Stato e norme tecniche; possono essere previste delle variazioni regionali o locali, in relazione ai catasti impianti o alla frequenza dei controlli. In prospettiva generale, la verifica e l’analisi degli impianti termici sono regolamentate dal D.P.R. 74/2013, che sancisce l’obbligatorietà dei controlli periodici dell’efficienza energetica e impone il rispetto dei limiti minimi di rendimento di legge. Gli standard europei EN 50379-1 ed EN 50379-2 fissano invece i requisiti di accuratezza e prestazione per l’omologazione degli analizzatori di fumi. Per la determinazione del rendimento di combustione, la norma UNI 10389-1 disciplina gli impianti a gas e gasolio prescrivendo la media automatica di tre misurazioni. La UNI 10389-2 è invece dedicata alla biomassa solida (legna e pellet) e richiede il calcolo del rendimento su una media estesa a 15 minuti oltre alla valutazione dell’umidità del combustibile. Il controllo del tiraggio del camino è regolato dalla UNI 10845 per gli impianti a gas e dalla UNI 10683 per i generatori a biomassa, mentre la tenuta degli impianti a gas è disciplinata dalla UNI 7129 per le nuove installazioni e dalla UNI 11137 per gli impianti esistenti, affiancate dal test di ventilazione a 4 Pa per garantire la sicurezza del locale ed evitare il ritorno dei gas combusti.

L’analizzatore per i controlli di routine

Per le comuni operazioni di manutenzione e controllo sugli impianti termici civili, l’analizzatore di riferimento deve offrire elevata ergonomia, leggerezza e compattezza. Sono da considerarsi caratteristiche standard il display touch a colori, che semplifica l’accesso alle diverse funzioni, e l’autonomia di funzionamento di almeno 8 ore.

Sensori e parametri sotto controllo

Dal punto di vista delle analisi, la configurazione ideale prevede fino a tre sensori elettrochimici: un sensore di ossigeno (O₂) ad alta durata (Long Life) con vita utile prevista fino a 6 anni, affiancato dal sensore di monossido di carbonio (CO, con campo fino a 10.000 ppm) e dalla predisposizione opzionale per il sensore di monossido d’azoto (NO/NOx).

Lo strumento deve garantire la piena conformità alle norme UNI 10389-1, EN 50379-1 ed EN 50379-2, eseguendo il calcolo automatico della media su 3 misurazioni ed elaborando parametri completi, tra cui rendimento, perdite al camino, CO₂, eccesso d’aria (λ), punto di rugiada e conversioni di misura in mg/kWh e mg/Nm³.

Dalla misura alla gestione dei dati

La dotazione hardware di prelievo di riferimento include una sonda da 180 mm (con cavo di lunghezza non inferiore ai 2,5 metri) e un gruppo raccoglitore di condensa integrato con filtro radiale lavabile. Inoltre, deve integrare un sensore di tiraggio interno conforme alla norma UNI 10845, un micromanometro differenziale (fino a 100 hPa con risoluzione 0,1 Pa), un termometro digitale a due canali per temperature fumi fino a 650 °C e aria comburente, la funzione di controllo del CO in ambiente e l’opzione per le prove di tenuta impianti a gas secondo le norme UNI 7129 e UNI 11137.

È indispensabile che lo strumento consenta la gestione e l’archiviazione digitale dei dati tramite memoria interna, meglio se espandibile tramite slot per scheda micro-SD. Altrettanto imprescindibili la porta USB, l’uscita ad infrarossi per stampante rapida e modulo Bluetooth per la trasmissione wireless immediata dei dati a smartphone, tablet o PC tramite le app di gestione previste dal costruttore.

L’analizzatore per interventi complessi, usi intensivi e biomassa solida

foto: MRU Italia

Quando l’attività riguarda centrali termiche di grande potenza, caldaie industriali o impianti a combustibile solido come legna e pellet, l’analizzatore di riferimento deve configurarsi come una piattaforma multifunzione ad altissima robustezza, adatto ad un uso intensivo anche in condizioni gravose. La struttura necessita di un guscio protettivo gommato rinforzato con magneti di fissaggio, connettori fisici in acciaio, un ampio raccoglitore di condensa integrato ed illuminato, un display TFT grafico a colori ed un’autonomia operativa estesa fino a 15 ore di lavoro continuo.

Protezione e versatilità per la biomassa

A livello analitico, lo strumento richiede celle per l’ossigeno (O₂) e per il monossido di carbonio (CO con compensazione dell’idrogeno H₂) ad ampio campo di misura fino a 20.000 ppm, provviste di un sistema automatico di lavaggio e protezione della cella tramite pompa ausiliaria per prevenire la saturazione dovuta ai picchi improvvisi emissivi della biomassa, unitamente alla predisposizione per il sensore degli ossidi di azoto (NO/NOx fino a 5.000 ppm). L’apparato agisce come una soluzione sette in uno, in grado di eseguire l’analisi della combustione sia secondo UNI 10389-1 sia secondo UNI 10389-2 con filtri antipolvere dedicati per combustibili solidi, le prove di tenuta impianti (UNI 7129 e UNI 11137), la misura del tiraggio conforme a UNI 10845 e UNI 10683, il test di ventilazione del locale a 4 Pa, il micromanometro e il termometro differenziale a due canali, oltre alla ricerca delle fughe di gas infiammabili. L’interfacciamento hardware consente inoltre il collegamento di accessori esterni avanzati, quali trasduttori di pressione fino a 25 bar, moduli di diagnosi per la lettura dei bruciatori, pompe per l’indice di nerofumo e sonde aria comburente, affiancati da connessione Bluetooth, porta USB e slot micro-SD per la trasmissione immediata al cliente dei rapporti di prova, eliminando gli errori di trascrizione e garantendo un registro storico e verificabile di tutti gli interventi effettuati.

foto: MRU Italia

Manutenzione dei sensori

La lunga vita dello strumento e, di conseguenza, la precisione delle analisi effettuate sono correlate a una corretta manutenzione ordinaria, che si traduce sostanzialmente nella corretta gestione dei sensori. Prima di ogni misurazione, ogni analizzatore azzera in automatico i sensori all’aria ambiente pulita.

Taratura e manutenzione per mantenere l’affidabilità

La normativa impone la calibrazione metrologica annuale presso centri di assistenza autorizzati, che rilasciano il certificato di taratura per garantire la tracciabilità delle letture. Dopo ogni sessione operativa, è indispensabile svuotare la condensa dal separatore e pulire o sostituire i filtri di linea. Per le celle elettrochimiche sono richieste attenzioni differenziate. Le celle di ossigeno Long Life assicurano una vita utile fino a 6 anni, mentre i sensori di monossido di carbonio impiegati su biomassa necessitano della protezione del flusso di lavaggio automatico e del costante controllo dei filtri antipolvere di linea per evitare che il particolato e la fuliggine contaminino la camera di misura.

La scelta dell’analizzatore di fumi ha pertanto un significato che va oltre l’aspetto tecnico. Uno strumento conforme alle norme tecniche, che consente di verificare il rispetto delle normative vigenti negli impianti, è la chiave per ottimizzare ogni intervento di manutenzione o controllo e valorizzare il ruolo dell’installatore e del manutentore.

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