Progetti infrastrutturali, riqualificazioni urbane e programmi di ristrutturazione stanno trainando la crescita del settore edile, che secondo Eurostat e l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) genera fra l’8 e il 9% del PIL italiano e impiega oltre 1,3 milioni di persone. Con l’espansione dell’attività edilizia, aumentano anche il numero e le dimensioni dei cantieri, che ospitano spesso macchinari costosi, carburante, materiali da costruzione e apparecchiature digitali in siti all’aperto e vulnerabili. Una combinazione di fattori che li rende bersagli particolarmente attraenti per l’attività criminale. A scattare la fotografia della sicurezza nel settore delle costruzioni è il Crime Report 2026, un sondaggio su 4.100 intervistati del settore edile – 500 dei quali italiani – condotto da BauWatch, azienda specializzata nelle soluzioni di videosorveglianza mobile temporanea.
«I risultati del nostro studio confermano che la criminalità nei cantieri è ormai una sfida strutturale per l’edilizia italiana, con un allarmante aumento delle infiltrazioni della criminalità e dell’impatto sui lavoratori. Per questo la sicurezza non può più essere un’emergenza operativa, ma deve diventare parte integrante della pianificazione strategica e della cultura aziendale» commenta Laura Casparrini, Managing Director di BauWatch Italia, laureata in Economia all’Università Luigi Bocconi di Milano, successivamente specializzata presso il MIP (Politecnico di Milano) e il CFMT (Centro Formazione Manageriale Terziario).
I cinque macro trend emersi dal Report
Estorsioni in forte crescita e pressione della criminalità
Il 39,4% degli operatori italiani dichiara di essere stato avvicinato da soggetti che offrivano “protezione” per i cantieri, in aumento rispetto all’anno precedente, uno dei balzi più significativi in Europa. Sebbene di questi “solo” 1 su 3 ammetta di aver pagato, il dato segnala un rafforzamento del racket e delle infiltrazioni criminali nel settore edile.
Sicurezza: meno protezione, più rischi
A fronte di minacce in crescita, diminuisce l’utilizzo delle misure di sicurezza tradizionali. Solo un cantiere su quattro è oggi dotato di recinzioni perimetrali e la presenza di vigilanza in loco scende al 17,6%, ben al di sotto della media europea. Cresce invece l’adozione di videosorveglianza, ma l’impiego di soluzioni avanzate e intelligenti resta ancora limitato.
La criminalità si diffonde su più fronti
Il report evidenzia un aumento simultaneo di diversi reati: furti (72%), vandalismi (64%), intrusioni e occupazioni abusive (53%) e violazioni delle norme di salute e sicurezza. Cala la quota di cantieri che dichiarano di non aver mai subito episodi criminali, segno che l’esposizione al rischio è ormai generalizzata.
Sempre più lavoratori colpiti
La criminalità colpisce sempre più direttamente i lavoratori. In Italia, i progetti in cui si sono osservati impatti sul benessere dei lavoratori hanno raggiunto il 18,1%. Complessivamente, 1 lavoratore su 4 opera in cantieri in cui la criminalità ha generato conseguenze dirette su persone e condizioni di lavoro.
I cantieri entrano nel mirino dei cyber-criminali
La criminalità diventa sempre più ibrida. In Italia, il 26,5% degli intervistati segnala tentativi di hackeraggio dei sistemi di controllo degli accessi digitali, mentre oltre un quarto riporta attacchi ai sistemi digitali di accesso e gestione delle attrezzature. Il cyber-crime viene utilizzato sempre più spesso per facilitare furti, intrusioni e sabotaggi fisici.
Uno sguardo al futuro
Il BauWatch Crime Report 2026 evidenzia come la criminalità nei cantieri sia una sfida da vincere attraverso l’azione coordinata tra imprese, sviluppatori e fornitori di sicurezza sin dalla fase di pianificazione e definizione del budget dei progetti, prevenendo i rischi prima che si manifestino.
Al tempo stesso, le aziende sono chiamate a rafforzare le difese contro il racket e le estorsioni attraverso procedure di segnalazione trasparenti e una stretta collaborazione con le autorità. Sul piano tecnologico, l’investimento deve orientarsi verso sistemi di monitoraggio intelligenti e videosorveglianza remota, che risultano più efficienti delle barriere fisiche o della sorveglianza fissa. Al contempo, la protezione dei sistemi digitali e delle infrastrutture di controllo d’accesso diventa cruciale per contrastare i crescenti attacchi cyber.
In ultima analisi, gli investimenti in sicurezza non vanno interpretati come costi opzionali, ma come una componente essenziale della gestione del rischio a lungo termine. Proteggere un cantiere significa infatti evitare ritardi onerosi e danni finanziari, garantendo al contempo la continuità operativa, la sicurezza dei lavoratori e il successo economico dell’intero settore.
«Oggi la protezione dei cantieri sta diventando sempre più cruciale per il successo dei progetti edilizi in Italia. Le aziende che investono tempestivamente in misure di sicurezza e analizzano i rischi in modo sistematico saranno in una posizione migliore per proteggere i propri progetti, i dipendenti e gli investimenti. In ultima analisi, affrontare la criminalità nei cantieri non riguarda solo la tutela di materiali o attrezzature, ma significa garantire la corretta esecuzione dei lavori e sostenere lo sviluppo di infrastrutture moderne e per la transizione energetica. Insieme, possiamo contribuire a rendere i cantieri più sicuri e a rafforzare le basi per un settore edilizio in Italia che sia resiliente e pronto per le sfide del futuro» conclude la Managing Director di BauWatch Italia.