L’inquinamento dell’aria in Europa

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Un recente rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente conferma la tendenza alla riduzione  the smokestacks at the Jeffrey Energy Center coal power plant as the suns sets near Emmett, Kan. Worldwide levels of the chief greenhouse gas that causes global warming have hit a milestone, reaching an amount never before encountered by humans, federal scientists said Friday, May 10, 2013. Carbon dioxide was measured at 400 parts per million at the oldest monitoring station in Hawaii which sets the global benchmark. The last time the worldwide carbon level was probably that high was about 2 million years ago, said Pieter Tans of the National Oceanic and Atmospheric Administration. (AP Photo/Charlie Riedel)
Un recente rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente conferma la tendenza alla riduzione dei composti aeroformi inquinanti.

L’Agenzia europea dell’ambiente ha pubblicato il rapporto tecnico “European Union emission inventory report 1990–2013 under the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution (LRTAP)”  sull’inquinamento dell’aria transfrontaliero ad ampio raggio che conferma la tendenza alla riduzione della maggior parte dei composti. Per la prima volta quest’anno il rapporto documenta anche le emissioni di black carbon in 19 stati membri.

Nei paesi dell’Europa 28, le emissioni che hanno subito la maggiore riduzione sono quelle degli ossidi di zolfo (87%), seguite dal monossido di carbonio (66%), dai composti organici volatili diversi dal metano (59%) e dagli ossidi di azoto (54%) mentre le emissioni di ammoniaca si sono ridotte solo del 27%. Il Protocollo di Gothenburg ha fissato impegni di riduzione delle emissioni per gli ossidi di azoto, i composti organici volatili diversi dal metano, gli ossidi di zolfo e l’ammoniaca per ciascun Paese oltre a specificare impegni di riduzione per l’Ue-15.

Le emissioni di PM10 e PM 2,5 hanno subito entrambe una diminuzione del 20% tra il 2000 e il 2013 mentre in due terzi dei Paesi che riportavano le emissioni di black carbon si è avuta una riduzione dal 1990.

Anche le emissioni di piombo, cadmio e mercurio, diossine e furani, esaclorobenzene e policlorobifenili si sono ridotte del 70% o più a partire da 1990.

L’Ue-15 ha raggiunto i propri limiti per i quattro inquinanti specificati dal Protocollo di Gothenburg. Tuttavia otto stati membri hanno superato alcuni limiti nel 2013: Austria (NOx e NH3), Irlanda (NOx e Nmvoc) e Germania (Nmvoc e NH3).

Cinque stati membri hanno registrato emissioni di NOx superiori ai limiti del Protocollo (Austria, Belgio, Francia, Irlanda e Lussemburgo) mentre sei stati membri (Austria, Finlandia, Germania, Olanda, Spagna e Croazia) hanno superato i limiti per l’ NH3. Danimarca, Germania e Irlanda hanno invece superato i limiti per gli Nmvoc.

Liechtestein, Norvegia e Svizzera fanno capo all’Agenzia Europea dell’Ambiente e hanno anch’essi limiti fissati dal Protocollo. Nel 2013 la Svizzera ha rispettato tutti i limiti fissati.

 

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