Come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il mercato energetico

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intelligenza artificiale
Artificial intelligence (AI), machine learning and modern computer technologies concepts. Business, Technology, Internet and network concept.

L’intelligenza artificiale spinge la domanda energetica globale, con la crisi climatica e i data center che accelerano la transizione verso l’energia pulita

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il panorama economico e tecnologico, ma con un costo energetico crescente. L’aumento esponenziale dei data center e della domanda di elettricità sta mettendo sotto pressione le infrastrutture globali e accelerando la necessità di una transizione energetica sostenibile. In questo scenario, l’Italia emerge come snodo strategico, con nuove opportunità di investimento in infrastrutture e tecnologie pulite.

 

L’Intelligenza artificiale come driver principale

Dopo decenni di domanda elettrica stabile, l’era dell’IA segna una svolta. I data center alimentati dall’intelligenza artificiale richiedono quantità massicce di energia, con un impatto significativo sulla decarbonizzazione. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che entro il 2026 i consumi dei data center raddoppieranno, raggiungendo i 1.000 TWh, equivalenti all’intera domanda annuale del Giappone.

Questo fenomeno non è isolato. Secondo un’analisi di Goldman Sachs, la domanda di energia elettrica in Europa, dopo 15 anni di declino, è destinata a crescere, con richieste di connessione da parte di nuovi data center che potrebbero aumentare il fabbisogno energetico del 10-15% nei prossimi 10-15 anni. La soluzione non è solo sostituire le fonti fossili, ma anche aumentare la capacità produttiva in modo rapido e sostenibile.

 

La crisi delle infrastrutture e le risposte di Europa e USA

Le infrastrutture energetiche globali non sono pronte a gestire questo aumento di domanda. In Europa, le reti obsolete hanno già mostrato la loro vulnerabilità, come evidenziato dal blackout che ha colpito Spagna e Portogallo. Per affrontare il problema, la Commissione Europea stima investimenti di oltre 220 miliardi di euro all’anno fino al 2050 per potenziare le reti di trasmissione e distribuzione.

Negli Stati Uniti, il National Transmission Planning Study del Dipartimento dell’Energia prevede un’espansione del 50-100% della rete entro il 2035, con una spesa cumulata che potrebbe raggiungere i 1.400 miliardi di dollari. L’aumento della domanda, trainato anche dalla mobilità elettrica, sta emergendo più rapidamente del previsto, soprattutto in stati come Texas e Virginia.

 

L’Italia al centro della rivoluzione energetica e digitale

L’Italia si sta posizionando come snodo cruciale nella nuova geografia digitale. Milano è diventata un punto nevralgico per l’espansione dei data center nel Mediterraneo, superando città come Madrid e Varsavia in termini di potenza installata. A trainare questa crescita sono la posizione geografica favorevole, la disponibilità di energia rinnovabile e l’arrivo di cavi sottomarini strategici come BlueMed e 2Africa.

Secondo il report 2025 del Centro Studi RINA, si prevedono oltre 10 miliardi di euro di investimenti in nuove infrastrutture nel biennio 2025-2026. Questi investimenti sono focalizzati sulla sostenibilità: alimentazione 100% rinnovabile, raffreddamento ad acqua e recupero del calore per il teleriscaldamento urbano.

 

Investire nella transizione grazie all’Intelligenza artificiale

Per gli investitori, il panorama è in evoluzione. Il mix energetico del futuro sarà ibrido, con le rinnovabili come soluzione chiave ma con il gas che tornerà a giocare un ruolo centrale nel breve termine, in attesa che tecnologie come il nucleare di quarta generazione (SMR) diventino disponibili su larga scala.

Nonostante le recenti incertezze, i mercati finanziari stanno mostrando segnali di stabilizzazione. I titoli delle clean tech e delle energie rinnovabili sono attualmente su valutazioni depresse, offrendo un’opportunità strategica di posizionamento. Morgan Stanley prevede un possibile repricing positivo per le utility europee, favorite dall’incremento strutturale della domanda. I settori preferiti sono l’eolico terrestre e il solare onshore.

FIEE Sgr, con il suo fondo SpesX Energy Transition, si posiziona al centro di questa trasformazione. Il portafoglio, equamente diviso tra USA ed Europa, include aziende leader come Vistra, Constellation Energy, Talen (fornitori di energia nucleare per i giganti tech), Vertiv (sistemi di raffreddamento per data center) e E.ON (rinnovamento delle reti elettriche).

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