Ma KNX è l’unico standard “interoperabile”?

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KNX ha contribuito alla CEI EN 50090-3-3, che prescrive i requisiti per l’interoperabilità. Ma questo non esclude altri prodotti conformi.

konnex_wide“Con riferimento alla norma CEI EN 50090-3-3, volevo sapere se attualmente risponde a pieno a tale norma solo lo standard KNX. Ogni commerciale che ci visita dice una cosa diversa…” (NM Milano).

Devo fare una premessa che mi sta particolarmente a cuore. Le norme hanno vari obiettivi (a parer mio non solo quello della sicurezza) che talvolta vengono tradotti in prestazioni minime che devono essere garantite e talaltra in requisiti di unificazione che dal punto di vista pratico rappresentano un valore importantissimo. Una corretta unificazione consente l’interoperabilità e la creazione di un mercato orizzontale con tutti vantaggi che ne conseguono sia per gli operatori economici che per gli utilizzatori. Un campo come quello dell’automazione degli edifici e degli impianti la disponibilità e l’applicazione di regole comuni (unificazione) sono un elemento determinante per permetterne il reale decollo. La Norma CEI EN 50090-3-3 prescrive i requisiti per l’interoperabilità di dispositivi/applicazioni/sistemi di automazione dell’edificio prodotti da costruttori diversi in conformità alla serie di Norme CEI EN 50090, alla cui stesura ha partecipato l’associazione di costruttori KNX come partner normativo del CLC/TC205.
Lo standard commerciale KNX è quindi diventato parte integrante della serie di Norme EN 50090 ed è condizione sufficiente essere conformi a tale standard per soddisfare i requisiti della Norma CEI EN 50090-3-3. Non è però condizione necessaria in quanto è possibile sviluppare prodotti pienamente conformi alla Norma CEI EN 50090-3-3 ed alla serie di Norme EN 50090. In altri termini anche un costruttore non appartenente all’associazione KNX può concepire prodotti conformi alla Norma CEI EN 50090-3-3 basandosi esclusivamente sulle prescrizioni in essa contenute.

(articolo di Angelo Baggini).

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