Sono le aree marine una nuova frontiera della videosorveglianza

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Per la prima volta, due delle 30 aree marine protette in Italia, quelle di Plemmirio (SR) e Capo Rizzuto (KR), mettono in sicurezza il territorio. I nuovi progetti che prevedono l’uso di ponti radio a banda larga e banda satellitare, hanno per finalità la salvaguardia dell’ambiente e la divulgazione turistico-scientifica.

Due delle trenta Aree Marine Protette che formano il sistema di tutela italiano mettono il tema della sicurezza all’ordine del giorno. Si tratta di un aspetto di particolare rilievo, poiché in tali contesti le esigenze di fruizione si sommano a quelle di salvaguardia del patrimonio ambientale e naturalistico. In Sicilia, nell’Area Marina Protetta del Plemmirio (SR), una conferenza di servizi tenutasi a fine novembre ha affrontato la questione dell’implementazione della videosorveglianza mediante un portale di info utilità, da realizzare grazie al Progetto PON sicurezza 2007-2013. “Monitoraggio delle Aree Marine Protette nelle Regioni Obiettivo Convergenza”. Proponendosi lo sviluppo a livello sovraregionale di azioni atte a rispondere alle esigenze di sicurezza e legalità in Calabria, Campania, Sicilia e Puglia, da tale Progetto deriveranno anche i fondi per il rafforzamento del sistema distribuito di videosorveglianza nell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto (KR). Nerbo del sistema saranno la sala operativa, che verrà accolta presso la Capitaneria di Porto locale, e le postazioni di videosorveglianza, con invio dati in ponti radio a banda larga e in banda satellitare.

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