Comuni e videosorveglianza – Il progetto Prato Città Sicura

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Prato
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Il Gruppo Estra, attivo nel settore delle telecomunicazioni, è tra i protagonisti del progetto “Prato Città Sicura” che, insieme alla sperimentazione 5G in corso, rende il Comune toscano di 200 mila abitanti una delle smart city presenti sul nostro territorio nazionale. Ce ne parla il direttore generale di Estracom, Fabio Niccolai

Il Gruppo Estra, attivo nel settore delle telecomunicazioni, è tra i protagonisti del progetto “Prato Città Sicura” che, insieme alla sperimentazione 5G in corso, rende il Comune toscano di 200 mila abitanti una delle smart city presenti sul nostro territorio nazionale. Ce ne parla il direttore generale di Estracom, Fabio Niccolai.

Quali sono le caratteristiche del sistema di videosorveglianza urbana di “Prato Città Sicura”?

Fabio Niccolai, Estracom
Fabio Niccolai, Estracom

«Il progetto, partito nel 2003, è oggi consolidato. Fin da quando sono state installate le prime telecamere, è stato creato un comitato interforze a cui oggi partecipano Polizia Municipale, Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Guardia di Finanza. Il sistema conta oggi 180 telecamere connesse in fibra e condivise dalle 6 sale operative delle Forze dell’Ordine. Nel tempo sono stati inseriti sistemi di controllo delle targhe dei veicoli, nonché telecamere per controllo targhe non sanzionatorio e le infrazioni del codice della strada».

Come sta evolvendo il progetto?

«Da alcuni anni la partnership con Ibm ha reso intelligenti le telecamere, per tutelare con maggiore efficacia i beni artistici: si pensi alle barriere virtuali con alert che allarmano le Forze dell’Ordine in caso di loro superamento. Presso il Tribunale di Prato, poi, è stato attivato un sistema di controllo che monitora la velocità degli individui agli ingressi: per prevenire eventuali irruzioni, viene lanciato un allarme alle Forze di Polizia in caso del superamento di una determinata soglia. In più la Polizia di Stato ha avviato, come sperimentazione, la possibilità di effettuare riprese dagli elicotteri, condividendo le immagini con tutti i centri di regia del progetto. Da un paio di anni, infine, è in corso la sperimentazione delle telecamere nel contesto del 5G».

A tal proposito, quale nuovo scenario sta aprendo il 5G?

«La videosorveglianza 5G consente di rendere mobili le postazioni fisse connesse in fibra. La qualità è assicurata dalla banda larga e dai tempi di latenza via radio del 5G, fino ad avere la possibilità dell’impiego di telecamere da 30 Megapixel. Il vantaggio è di usufruire della tecnologia laddove serve, godendo sempre delle medesime opportunità di controllo. La sperimentazione è condotta insieme all’Università di Firenze e Wind 3/OF. Stiamo lavorando anche ad applicazioni evolute in ambito del riconoscimento facciale basate su reti neurali profonde».

Qual è il rapporto tra Smart City e privacy?

«Il progetto “Prato Città Sicura”, nel prevedere sei sale operative, innanzitutto assegna una priorità a favore della Polizia Municipale. Gli altri organi di Polizia possono naturalmente agire in proprio a seconda dei rispettivi atti investigativi. Tutti, comunque, si attengono alle disposizioni del Garante della Privacy, che rendono le immagini disponibili, in assenza di necessità, per non più di sette giorni. Certamente la tecnologia corre più velocemente delle regole. Per questo, quando si passa dal laboratorio alla sua messa in campo, è fondamentale il rispetto o l’adeguamento delle leggi esistenti».

 

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