150 mila videocamere di sorveglianza hackerate tra cui quelle di Tesla e di alcuni ospedali

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Check Point
David Gubiani, Regional Director SE EMEA Southern di Check Point

Come riportato da Bloomberg, un gruppo hacker ha sfruttato le vulnerabilità del sistema di videosorveglianza della società Verkada ottenendo filmati da ospedali, scuole e stazioni di polizia, carceri, ma anche di aziende come Tesla e Cloudflare. 150mila videocamere sono state hackerate

Come riportato da Bloomberg, un gruppo hacker ha sfruttato le vulnerabilità del sistema di videosorveglianza della società Verkada ottenendo filmati da ospedali, scuole e stazioni di polizia, carceri, ma anche di aziende come Tesla e Cloudflare. 150mila videocamere sono state hackerate.

Anche se solo a livello esemplificativo, questa mossa “ha dimostrato quanto siamo sorvegliati” come ha affermato Tillie Kottmann, a capo del gruppo hacker. Tutto per sensibilizzare la società, ma questo rimane comunque un pericolo serio e Check Point Software Technologies ha commentato così:

L’attacco hacker che ha interessato nelle ultime ore l’azienda Verkada è un altro esempio di attacco alla supply chain in cui un unico punto di errore nella rete del fornitore ha un impatto devastante sui suoi clienti e offre un accesso illimitato ai dati dei clienti stessi. Gli attacchi alle supply chain si manifestano in molti modi, ma espongono sempre gli anelli più deboli. Per rafforzare la loro sicurezza, le aziende devono assicurarsi che anche i loro fornitori proteggano adeguatamente le proprie risorse, così da evitare ripercussioni sia sul fornitore sia sul cliente”, ha dichiarato David Gubiani, Regional Director SE EMEA Southern di Check Point.

 

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