Le differenze nella sicurezza aziendale

Condividi

La ricerca condotta da NetConsulting per Axitea fa il punto sulle strategie adottate dalle aziende italiane per fare fronte ai pericoli rappresentati da minacce fisiche e digitali.

Le dimensioni e le capacità organizzative delle aziende incidono sulle scelte strategiche in materia di sicurezza fisica e logica. Ne parla l’indagine NetConsulting per Axitea condotta tra giugno e settembre 2021, dove si distingue tra aziende di piccole o grandi dimensioni: l’IT manager interno è presente nel 74,3% delle aziende intervistate (oltre 440 in Lombardia, Marche, Veneto), ma si parla per lo più di realtà di grandi dimensioni; le aziende più piccole tendono invece a gestire la cybersecurity affidandosi a società esterne specializzate (11,7%).

Si cresce, ma troppo poco

I dati di Clusit parlano per l’Italia di un incremento annuo del 10-12% per quanto riguarda gli investimenti in sicurezza informatica: l’eccezione finora è il 2020, che ha segnato solo un +4%, mentre bisogna vedere come andrà il 2022 vista la variabilità della situazione internazionale.

Il dato viene confermato in parte dalla ricerca Axitea: il 19% delle aziende intervistate afferma di aver incrementato gli investimenti del 10%. Il 78% dichiara però di mantenere lo stesso budget del 2020, mentre il 3% ha in programma addirittura una riduzione della cifra rispetto al passato. Il mercato vale circa 1,5 miliardi di euro, una cifra ancora molto bassa rispetto alle altre nazioni europee e pari solo allo 0,08% del PIL.

Consigli di gestione

Pur avendo acquisito maggior sensibilità in materia negli ultimi due anni, le Pmi risultano le realtà più a rischio perché, per ovvi motivi, investono poco rispetto alle imprese più grandi. È anche in quest’ottica che l’ENISA (European Union Agency for Cybersecurity) ha messo a punto una checklist di consigli rivolti proprio alle piccole e medie imprese. Si parte dall’invito a individuare in azienda una figura che si occupi della cybersecurity, seguito dall’esortazione a formare le persone, mettere a punto una policy, vagliare le terze parti coinvolte nel business. Ci sono anche consigli più tecnici: dalla cura della sicurezza delle reti all’installazione dell’antivirus su tutti gli endpoint, senza dimenticare l’uso della crittografia, il monitoring delle attività sospette e anche la verifica della sicurezza fisica di ambienti e dispositivi.

A proposito di sicurezza fisica, le imprese di grandi dimensioni (68,6%) affidano il compito alla Direzione Sicurezza Aziendale guidata dal Cso (Chief Security Officer), mentre le Pmi tendono ancora una volta a fare affidamento su società esterne specializzate (12,9%). In questo caso la ragione è anche di tipo pratico: una piccola impresa ha una o poche sedi e un numero di beni fisici da proteggere più limitato rispetto a un’azienda più grande dove, crescendo, si “complica” sempre più la gestione della sicurezza.

Sicurezza aziendale, facciamo il punto

Principali driver della domanda di sicurezza informatica:

Valori medi, Scala da 1, “poco importante”, a 10, “molto importante”

Uso attuale e previsto di soluzioni integrate di sicurezza fisica:

(Dati in % risposta singola)

Ricorso attuale e previsto a servizi di sicurezza fisica:

(Dati in % risposta singola)

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

  • n.1 - Febbraio 2026
  • Best Of 2025 n.7 - Dicembre 2025
  • n.6 - Novembre 2025

Ti potrebbero interessare

SulSerio Farm

Startup e policrisi nel 2026: perché il settore impiantistico può ripensare l’innovazione

Tra instabilità economica, pressione normativa e accelerazione della transizione energetica, anche il settore impiantistico si trova a operare in una condizione di incertezza strutturale. In questo contesto, le startup non rappresentano più una sperimentazione tecnologica, ma un asset strategico per aumentare efficienza, affidabilità e competitività. L’analisi di SulSerio Farm sul ruolo delle nuove imprese e degli incubatori nel nuovo ecosistema B2B

FUSION NOW, l’alleanza europea nata per accelerare lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare

ENEA, attraverso un comunicato, ha annunciato di essere entrata come membro formale nell’associazione internazionale FUSION NOW, promotrice della nuova partnership pubblico-privata che riunisce ricerca, industria e Commissione Europea per accelerare lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare nell’ambito del programma EURAT.