Cybersecurity – Cosa fare per vivere un 2019 cybersicuro? Attenti all’errore umano

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Cosa ci dobbiamo aspettare dal 2019, parlando di attacchi informatici? Alla domanda risponde Checkpoint Systems che, grazie ai dati ricavati dalla propria attività, è in grado di azzardare delle previsioni

Cosa ci dobbiamo aspettare dal 2019, parlando di attacchi informatici? Alla domanda risponde Checkpoint che, grazie ai dati ricavati dalla propria attività, è in grado di azzardare delle previsioni.

Secondo l’operatore di cybersecurity, la diffusione dei ransomware nel 2018, trasversalmente nelle aziende come presso i privati, lascia immaginare una crescita del fenomeno, con il ripetersi e l’ampliarsi di attacchi in stile WannaCry di maggio 2017. Le aziende però si tutelano rafforzando la sicurezza anche nei software consumer, di conseguenza emergeranno progressivamente attacchi basici costruiti sull’errore umano, accanto a quelli più complessi.

Attenzione al Cloud: la sua diffusione e relativa novità costituisce un’attrazione permanente per gli hacker anche perché la sua violazione permetterebbe una rapida diffusione degli attacchi attraverso la rete. Già nel 2017 oltre il 50% delle violazioni gestite dalla squadra di Checkpoint aveva per terreno il Cloud; più del 50% invece la violazione di app SaaS o server hosted. Anche questo tipo di attacchi cresceranno, poiché si diffondono parallelamente i sistemi email Saas come Office 365 e Google G-Suite. Un altro importante territorio di vulnerabilità sono i dispositivi mobili aziendali, spesso sottovalutati mentre andrebbero protetti da malware, spyware e attacchi informatici in generale.

Tra gli ambiti più delicati, quello del mobile banking e dei cryptominer, ovvero malware crittografati rilasciati su dispositivi mobile con lo scopo di generare criptovalute (mining).

Le infrastrutture possono anch’esse creare dei problemi, soprattutto se, come accade per la maggior parte di esse, sono state costruite e progettate prima che si manifestassero le minacce di attacchi informatici.

Reti telefoniche e mobile, reti elettriche, centrali elettriche, impianti di trattamento delle acque, sono tutte a rischio. Un esempio dei danni che potrebbero verificarsi si è visto nel 2016 con il DDoS contro il servizio domain directory di DynDNS, con l’interruzione di Internet e danni alle aziende, tra cui Amazon e Netflix.

Il 2019 segnerà probabilmente anche la presa di coscienza a livello internazionale rispetto ai rischi potenziali dei dispositivi ioT. Il loro numero cresce e con essi gli attacchi simili a Mirai e BlueBorne del 2018.

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