Riconoscimento facciale in caffetteria? Utenti attenti in India

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L’applicazione senza il rispetto di nessun accorgimento a tutela della privacy è un rischio anche per il prestigio di un brand, che potrebbe subire il biasimo della rete, come è successo alla catena indiana di caffetterie, Chaayo

L’applicazione senza il rispetto di alcun accorgimento a tutela della privacy è un rischio anche per il prestigio di un brand, che potrebbe subire il biasimo della rete, come è successo alla catena indiana di caffetterie, Chaayos.

Un cliente, Nikhil Pahwa riferisce Cnn Business online, ha postato sul canale YouTube del sito da lui fondato MediaNama un video in cui mostra come il riconoscimento facciale venga utilizzato senza la richiesta preventiva di nessuna autorizzazione presso un punto di vendita della catena a Delhi. L’India infatti non prevede norme al riguardo. Il sistema scannerizza i visitatori, solo su esplicita richiesta in cassa l’addetto ha cambiato procedura richiedendo un numero di telefono.

Pahwa evidenzia come non sia specificato come i dati vengano poi utilizzati e con quali database di volti vengano confrontati. Inoltre, il viso è una sorta di username e password perenne che non può essere così facilmente offerta a un privato. La catena pubblica anche un disclaimer in cui riversa sul cliente ogni responsabilità. La discussione è su Twitter nell’account di Pahwa, @nixxin.

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