CONSORZIO Q-RAD, un futuro migliore per la climatizzazione radiante

Condividi

La nuova direttiva europea sulle Case Green, conosciuta come EPBD, ha rilanciato la climatizzazione radiante per la riqualificazione energetica degli edifici. Una sfida per il futuro che il Consorzio Q-RAD, che riunisce le principali aziende del settore radiante e della filiera associata, ha raccolto promuovendo le soluzioni impiantistiche già disponibili per compiere il grande passo della transizione ecologica. A questo argomento è dedicato il Q-DAY 2024, il tradizionale appuntamento dedicato alla climatizzazione radiante organizzato da Q-RAD che quest’anno si arricchisce di contributi di esperti, aggiornamenti sulle normative di settore e proposte per il futuro del Consorzio e del comparto. L’appuntamento è a Torino per giovedì 14 novembre, nella splendida cornice dell’Auditorium dell’Energy Center del Politecnico di Torino (partner scientifico di Q-RAD). Il titolo dell’evento, che si svolgerà dalle 15 alle 18,30 è “Insieme per costruire un futuro migliore con la climatizzazione radiante”.

Durante l’incontro sarà presentato uno studio realizzato per Q-RAD dal Politecnico di Torino che dimostra come sia possibile soddisfare i requisiti della direttiva europea sulle Case Green intervenendo solo sugli impianti. Grande spazio sarà dato inoltre alle novità normative già approvate o in corso, come quella unificata sui massetti e sul radiante a basso spessore e bassa inerzia. Il Q-DAY sarà anche un’occasione per affrontare, in un’ottica più ampia, il ruolo che la tecnologia della climatizzazione radiante può giocare per rendere più sostenibili le nostre aree urbane e su quali misure di incentivo saranno necessarie per rendere accessibili gli interventi ad un pubblico ampio e garantire così il raggiungimento dei nuovi standard di efficienza energetica previsti dalla EPBD.

Ti potrebbero interessare

rinnovabili

Renewable Energy Report 2026, l’ultima fotografia delle rinnovabili in Italia

Il post Green Deal ha visto ridurre le installazioni in tutta Europa, non solo nel nostro Paese. A tenere di più è stato il fotovoltaico (5,6 GW), grazie ai grandi impianti che coprono il 50% della potenza totale (81,7 GW). Di questo passo sarà molto difficile raggiungere i 131 GW previsti dal Pniec al 2030.