L’evento “Grid to Chargers”, promosso da ABB Electrification, ha riunito istituzioni tecniche, CPO e ricerca accademica per affrontare le sfide strutturali della ricarica pubblica nazionale.
Il 17 aprile, presso il Kilometro Rosso Innovation District di Bergamo — uno dei più avanzati distretti dell’innovazione e della ricerca applicata — si è tenuto l’evento “Grid to Chargers | L’infrastruttura elettrica che abilita l’e-mobility“, promosso da ABB, leader nell’elettrificazione e nell’automazione.
Lo scopo dell’incontro era riunire i protagonisti della filiera — istituzioni tecniche, operatori di ricarica, accademia e industria — in un confronto aperto e strutturato sulle condizioni necessarie per scalare l’infrastruttura di ricarica pubblica italiana.
I numeri del mercato: l’accelerazione della rete italiana
Il quadro di riferimento è chiaro: secondo i dati Motus-E – prima associazione in Italia costituita da operatori industriali, filiera automotive, mondo accademico e movimenti di opinione per fare sistema e accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica – la rete di ricarica pubblica in Italia è cresciuta dai 50.678 punti del 2023 ai 73.047 del 2025 (+44%), con i punti ad alta potenza (HPC) che si avvicinano al 19% del totale. Inoltre, il 62% dei punti di ricarica installati nel 2025 è di tipo Fast e UltraFast.
Anche le immatricolazioni EV nel 2025 hanno registrato, secondo i dati UNRAE, un +65,3% nei primi mesi dell’anno: un segnale inequivocabile di un mercato che accelera.
Il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo merita però una lettura articolata.
Se per densità infrastrutturale il Paese si colloca al 16° posto con 14,2 punti ogni 100 km — ancora al di sotto della media UE di 20,9 — il quadro migliora significativamente considerando il rapporto tra punti di ricarica e veicoli elettrici circolanti.
Performance e obiettivi: il rapporto tra punti di ricarica e veicoli
Secondo Motus-E, in Italia è presente un punto di ricarica pubblico ogni 6 BEV immatricolati: un risultato superiore a quello di Francia (1 ogni 8,3), Germania (1 ogni 10,7) e Regno Unito (1 ogni 16,6), a conferma che la rete italiana sta crescendo in modo proporzionale alla domanda. Restano tuttavia gap di distribuzione territoriale e qualità del servizio che il Regolamento AFIR — con i suoi target obbligatori sull’intera filiera — impone di colmare con urgenza.
A livello globale, il consumo di elettricità è previsto in crescita media del 4% annuo tra il 2025 e il 2027: la capacità delle reti di assorbire carichi nuovi e variabili diventa quindi il vero fattore abilitante della transizione energetica.
L’approccio di ABB: orchestrazione e visione sistemica
«La transizione elettrica si vince solo con un approccio sistemico», ha commentato Gianluca Lilli, Senior Vice President ABB Electrification. «Allineare regolazione, piani dei DSO e innovazione industriale è la condizione necessaria per scalare la ricarica pubblica e privata in Italia. L’orchestrazione digitale è il nuovo asset della mobilità elettrica: dalla cabina alla colonnina, ogni nodo deve essere intelligente, flessibile e sicuro. ABB è qui per costruire questa filiera insieme ai suoi partner, con la consapevolezza che il futuro della mobilità si costruisce oggi, sulle reti che progettiamo adesso».
Maurizio Delfanti, Professore del Dipartimento Energia del Politecnico di Milano, ha illustrato come l’impatto della mobilità elettrica sulla rete sia gestibile, a condizione di adottare strumenti intelligenti. Energy management, load balancing, tariffe dinamiche negli hub e flessibilità nella ricarica domestica possono infatti trasformare un potenziale problema di carico in una risorsa attiva per la stabilità del sistema elettrico nazionale.
Priorità infrastrutturali e tecnologie abilitanti
Sul fronte infrastrutturale emergono tre priorità condivise: l’evoluzione degli standard normativi europei, la progettazione di cabine elettriche modulari e scalabili fin dall’origine — perché ciò che serve oggi potrebbe non bastare domani — e lo sviluppo di competenze tecniche qualificate lungo tutta la filiera, sostenuto da percorsi formativi e dal ricambio generazionale.
È in questo contesto che si distingue la proposta di ABB Electrification, con una visione di filiera integrata che copre l’intera catena — protezione, misura, controllo, power management e cybersecurity — dalla rete al punto di ricarica. Si tratta di tecnologie che facilitano l’integrazione con rinnovabili e storage, consentendo un’orchestrazione intelligente dei carichi, affiancate da soluzioni di monitoraggio remoto, analytics e manutenzione predittiva per massimizzare uptime e ROI degli asset: dalle soluzioni già efficienti di oggi a quelle che saranno le architetture microgrid DC di domani.
Sinergie industriali e sfide per il futuro
Il confronto con i principali CPO italiani — con la partecipazione di Enel, Edison Next e A2A E-Mobility — ha confermato che il mercato è in evoluzione ma ancora eterogeneo: servono modelli di business sostenibili, processi autorizzativi più snelli e standard di interoperabilità condivisi. Secondo Motus-E, la crescita al 2035 spingerà soprattutto sugli HPC e sull’armonizzazione normativa.
In conclusione, il settore della ricarica in Italia si trova oggi in una “stagione interessante”, caratterizzata da un rapido sviluppo tecnologico ma anche da sfide significative legate all’adozione dei veicoli, alla complessità dell’esperienza utente, alle criticità operative (vandalismo, tempi di connessione) e alla necessità di un quadro regolatorio che favorisca l’integrazione e la creazione di valore per l’intero sistema energetico.
La semplificazione, la standardizzazione e una maggiore collaborazione tra tutti gli stakeholder rimangono cruciali per accelerare la transizione. In questo scenario, ABB propone una visione olistica dove l’infrastruttura e le colonnine sono parte di un unico sistema intelligente, monitorato e scalabile, in grado di affrontare le sfide della mobilità elettrica garantendo affidabilità e redditività.









