Il reformer di Amogy, abbinato a un motore 2G Agenitor 412, ha convertito l’ammoniaca in un combustibile ricco di idrogeno raggiungendo i parametri richiesti per l’uso commerciale. La soluzione si rivolge alle industrie energivore, a partire dai data center.
2G Energy AG ha completato con successo i test integrati “ammonia-to-power” negli impianti di Amogy, azienda cleantech specializzata in soluzioni energetiche a zero emissioni basate sull’ammoniaca. È un passo avanti verso la generazione di energia fuel-flexible, cioè capace di funzionare con combustibili diversi, per le applicazioni ad alta intensità energetica.
Come funziona la soluzione AMMDrive™
La soluzione testata, AMMDrive™, abbina il reformer di ammoniaca di Amogy a un gruppo elettrogeno con motore alternativo 2G Agenitor 412. Durante i test il reformer ha trasformato l’ammoniaca in un flusso di combustibile ricco di idrogeno, che ha alimentato il motore per produrre elettricità. Il sistema ha raggiunto i principali parametri prestazionali richiesti per le applicazioni commerciali.
Con la stessa alimentazione, il motore può essere configurato anche come impianto di cogenerazione. In questo caso produce insieme energia elettrica e termica, per aumentare l’efficienza complessiva del sistema.
Gas naturale oggi, ammoniaca domani
La soluzione è progettata per funzionare sia a gas naturale sia ad ammoniaca e fornisce energia on-site con un approvvigionamento di combustibile diversificato. Gli impianti possono quindi partire dal gas naturale, oggi facilmente disponibile, e passare gradualmente all’ammoniaca. Il target sono gli impianti energivori che devono coprire subito il proprio fabbisogno senza perdere di vista gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine.
La dimostrazione ha validato l’interfaccia tecnica tra reformer e motore, cioè l’alimentazione del combustibile, i controlli e il funzionamento integrato. Questo avvicina la soluzione all’impiego commerciale. Il time-to-market non è ancora stato comunicato.
Dall’idrogeno ai vettori energetici
2G progetta da tempo motori di cogenerazione in grado di funzionare con diversi combustibili, dal biogas all’idrogeno. Con questi test la sperimentazione si estende ai vettori energetici.
«Dopo essere stati i primi in Europa ad aver progettato e installato un impianto di cogenerazione con alimentazione a idrogeno 100%, la nostra ricerca sposta la sua attenzione sui processi per trasformare un promettente vettore energetico in idrogeno, in un’ottica di efficienza e sostenibilità», spiega Christian Manca, Amministratore Delegato di 2G Italia. »Dai successi ottenuti con il biogas, raggiunti in collaborazione con il mondo agricolo fin dai primi anni della nostra avventura, la storia sembra ripetersi».
2G Energy AG, con sede a Heek (Germania), è tra i maggiori produttori mondiali di sistemi di cogenerazione. Ha installato oltre 10.000 impianti in più di 60 Paesi e nel 2024 ha fatturato 375 milioni di euro. La filiale italiana conta oltre 300 impianti installati nel Paese.
