Costruzioni, la filiera tiene e guarda oltre il PNRR

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Un quinto dei nuovi posti di lavoro creati in Italia negli ultimi cinque anni porta la firma delle costruzioni. Con 3,3 milioni di addetti e oltre 350.000 occupati in più nel periodo 2020-2025, la filiera si conferma pilastro dell’economia nazionale e guarda avanti con fiducia: per il 2026 è prevista una crescita degli investimenti del 5,6%, dopo la flessione contenuta del 2025. È quanto emerge dall’anticipazione del Rapporto Federcostruzioni 2025, che è in corso di elaborazione, illustrato dal Presidente Emanuele Ferraloro in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma dal 7 al 10 ottobre 2026 presso BolognaFiere.

Il quadro della filiera: residenziale in calo, forte crescita nel pubblico. Il PPP come leva per il futuro

Dopo tre anni di forte espansione che hanno consentito di recuperare e superare i livelli pre-crisi del 2008, il settore delle costruzioni edilizie e infrastrutturali ha attraversato nel 2025 una fase di assestamento, con una flessione complessiva contenuta (-1,1%), trainata in particolare dal calo dell’edilizia residenziale (-15,6%), ma compensata dalla forte accelerazione delle attività legate al PNRR (+21%). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza resta il principale motore del comparto: ad oggi risultano 16.000 cantieri aperti, di cui due terzi già avviati a conclusione. Ma lo sguardo del settore è già rivolto al post-PNRR: tra fondi europei e nazionali, risultano disponibili circa 120 miliardi di euro per il settore fino al 2033, una dotazione che, secondo Federcostruzioni, può assicurare la tenuta e il consolidamento della filiera anche oltre la scadenza del Piano. Il quadro completo della filiera sarà illustrato nel Rapporto Federcostruzioni, che sarà presentato in occasione dell’edizione di ottobre della fiera.

In questo scenario, il partenariato pubblico-privato (PPP), di cui si è parlato durante la conferenza stampa, si configura come leva strategica per rafforzare la capacità di investimento del Paese. Secondo la Relazione annuale del DIPE (Presidenza del Consiglio dei Ministri), nel solo 2024 sono stati aggiudicati 62 nuovi progetti in PPP per un ammontare di circa 11 miliardi di euro, portando il valore complessivo degli affidamenti monitorati a 29,5 miliardi di euro. Tra il 2018 e il 2024, le gare in PPP hanno rappresentato circa il 10% delle procedure bandite per investimenti, con un valore medio annuo di 15 miliardi. Un trend che conferma come la collaborazione tra pubblico e privato sia una strada sempre più percorsa per la realizzazione di infrastrutture e servizi di qualità.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Alla conferenza stampa di presentazione di SAIE 2026, dal titolo “Oltre il PNRR: il futuro delle costruzioni tra partenariato pubblico-privato e nuove opportunità”, svoltasi a Bologna, hanno partecipato Matteo Lepore, Sindaco di Bologna; Emanuele Ferraloro, Presidente Federcostruzioni, che ha illustrato l’anticipazione del Rapporto Federcostruzioni e i dati del settore; Stefano Betti, Presidente ANCE Emilia Area Centro; Rosa Grimaldi, Vice Presidente BolognaFiere Group; Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf, società organizzatrice di SAIE; e Tommaso Sironi, Project Manager SAIE, che ha presentato le novità dell’edizione 2026 della fiera.

“Federcostruzioni consolida la collaborazione con SENAF e il SAIE e presenterà a ottobre la nuova edizione del Rapporto sulla filiera delle costruzioni che fotografa la situazione dell’economia delle costruzioni, che è parte fondamentale dell’economia del Paese, rappresentando oltre un quarto del PIL nazionale” – ha commentato Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni.

“Siamo a marzo 2026 ed è innegabile che il settore delle costruzioni si trovi di fronte a quello che l’ANCE definisce un bivio strutturale: il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri PNRR – ha aggiunto Stefano Betti, Presidente di ANCE Emilia Area Centro. Con il PNRR che entra nel suo “ultimo miglio” (la scadenza per la gran parte delle opere è giugno 2026), le linee di azione sulle quali preme da tempo l’ANCE e che diventano ora priorità assolute sono. 1) Un “Piano Casa” strutturale (Target 2032), che necessita di risorse importanti per l’edilizia sociale i lavoratori e gli studenti; 2) Stabilità normativa per la Direttiva “Case Green” (EPBD): entro maggio 2026 l’Italia deve recepire la direttiva europea e dovrà accompagnarla con un piano industriale di lungo termine che dia certezza alle imprese e ai proprietari. 3) La nuova legge sulla Rigenerazione Urbana, per smettere di consumare suolo ed avere delle norme che rendano economicamente vantaggioso demolire e ricostruire nelle città, superando i vincoli burocratici, spesso derivanti da norme vecchie di oltre 50 anni, che oggi rendono più facile costruire su un prato verde che riqualificare un capannone dismesso 4) Un nuovo Testo Unico delle Costruzioni che sostituisca quello vigente, oramai inutilizzabile dato il continuo sovrapporsi di variazioni ed aggiunte non organiche tra di loro. Qui in Emilia-Romagna oltre alle succitate problematiche vi si aggiunge la forte tematica del dissesto idrogeologico. I fondi non devono servire solo a “riparare”, ma a ridisegnare la sicurezza idraulica del territorio. Le imprese emiliane chiedono piani pluriennali di manutenzione, non solo appalti straordinari post-calamità. La via Emilia è il motore economico della regione e dell’Italia, ma soffre di un paradosso: le aziende cercano personale, ma i lavoratori non trovano casa. Bisogna spingere per sbloccare aree dismesse da destinare a Social ed all’affordable Housing. Qui il PPP potrebbe giocare un ruolo cruciale: la dismissione di aree pubbliche atte a dare risposte mediante offerta di alloggi in vendita ed affitto a prezzi calmierati.”

“La filiera delle costruzioni è chiamata oggi a una sfida di maturità: costruire il proprio futuro oltre la stagione del PNRR, investendo su competenze, innovazione e nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato – ha dichiarato Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf, società organizzatrice di SAIE. I numeri ci dicono che le basi sono solide, ma è adesso che si decidono le traiettorie dei prossimi anni. SAIE torna a Bologna con questa consapevolezza: essere il luogo dove imprese, professionisti e istituzioni si confrontano sulle soluzioni più concrete per accompagnare la trasformazione del settore. Dalla digitalizzazione del cantiere all’efficienza energetica, dalla formazione delle nuove professionalità alla rigenerazione del patrimonio costruito, in fiera si lavorerà su ciò che conta davvero per chi opera ogni giorno sul campo.”

SAIE Bologna 2026: la fiera che guarda al futuro delle costruzioni

I trend emersi durante la conferenza stampa saranno protagonisti all’interno di SAIE 2026, che torna in Emilia-Romagna dopo il successo dell’edizione barese del 2025, proseguendo l’alternanza strategica annuale tra i poli di Bologna e Bari. L’ultima edizione bolognese del 2024 aveva registrato risultati record, con oltre 40.000 partecipanti (in crescita del +7% rispetto all’edizione precedente), 560 aziende espositrici (+30%), 232 convegni di aggiornamento tecnico-professionale e il supporto di 48 patrocinatori (partner istituzionali, associazioni tecniche e ordini territoriali), a conferma del ruolo di SAIE come manifestazione fieristica di riferimento nazionale per l’intero sistema delle costruzioni. SAIE Bologna 2026 si caratterizza per un format espositivo evoluto, articolato in quattro settori espositivi – Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media – che rappresentano l’intero ecosistema delle costruzioni. Accanto ai saloni espositivi, le iniziative speciali si articolano in quattro percorsi tematici: SAIE Sostenibilità, dedicato all’efficienza energetica e ai materiali ecosostenibili; SAIE Infrastrutture, incentrato sui grandi progetti infrastrutturali; SAIE Persone al Centro, focalizzato sulla crescita professionale e lo sviluppo delle competenze; e SAIE Innovazione, che esplora la digitalizzazione, le innovazioni e le tecnologie per il cantiere. Un programma pensato per offrire novità di prodotto, contenuti tecnici e momenti esperienziali attraverso padiglioni espositivi tematici, aree dimostrative, convegni e masterclass. In avvicinamento alla fiera, a partire dal 20 marzo tornano inoltre i SAIE Lab, i laboratori tecnici itineranti giunti al quarto anno, con cinque tappe sul territorio nazionale – Reggio Emilia, Perugia, Napoli, Brescia e Genova – i cui contenuti confluiranno direttamente a SAIE Bologna 2026.

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