Il dilemma della scelta

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Mettiamo a confronto i diversi aspetti economici, di servizio e opportunità offerti dalle tre soluzioni di trasporto terrestre (stradale, combinato strada/rotaia, combinato strada/ mare) in modo da fornire alle aziende del comparto idrotermosanitario una visione sistemica sul tema.

In questi ultimi anni, le aziende committenti sempre più spesso chiedono agli operatori del trasporto di proporre diverse opzioni per il ritiro o la consegna delle merci. Nei nuovi confini del mercato, infatti, si è rotto il legame tra spedizione e modalità, privilegiando sempre più spesso l’affidabilità e la certezza di consegna: venendo meno la relazione destinazione/ modalità di trasporto, le aziende sempre più spesso desiderano valutare e comparare diverse alternative modali per l’organizzazione di una spedizione, per motivi economici, di servizio e di sostenibilità.

Attualmente, il fornitore di servizi logistici e di trasporto terrestre deve essere in grado sempre e comunque di trovare una soluzione ai problemi contingenti e alla forte incertezza del contesto geopolitico ed economico. Sicuramente un compito sfidante per gli operatori del settore, per cui risulta centrale rassicurare i clienti sulla continuità dei servizi e adeguare con tempestività l’offerta in risposta alle mutate esigenze del mercato (sapendo peraltro che al termine dello stato di emergenza le cose non torneranno come prima).

Questo clima di incertezza e variabilità ha reso più urgente per l’autotrasporto trovare una soluzione allo sbilanciamento dei flussi di merce tra andata e ritorno e far fronte in modo diverso alla scarsa programmazione dei carichi e alla maggiore richiesta di spedizioni occasionali, con una maggiore intensità alla fine piuttosto che all’inizio del mese.

Si registra inoltre una maggior richiesta di servizi accessori alla pura consegna fisica delle merci, con profonde variazioni in termini di lead-time, frequenza e puntualità delle consegne, negoziazioni dei noli di trasporto a spot e/o con validità temporale molto limitata e un ritorno – da parte della committenza – alla gestione delle spedizioni con condizioni di resa EXW (franco fabbrica), in particolare nell’ambito del traffico internazionale delle merci.

Tendenze del trasporto terrestre

Il settore del trasporto terrestre gioca un ruolo fondamentale nell’economia moderna, facilitando lo scambio di merci e semplificando il commercio a livello nazionale e internazionale. Il trasporto stradale è la modalità più utilizzata per la spedizione di merci, a causa di indubbi vantaggi in termini di facilità di utilizzo, flessibilità e disponibilità; esistono però anche svantaggi a livello economico, ambientale e sociale.

L’aumento del traffico stradale contribuisce infatti all’incremento dell’inquinamento, aumentando le emissioni nocive e il danneggiamento delle infrastrutture di trasporto e causando quindi costi esterni legati alla congestione, agli incidenti e all’impatto del trasporto sull’ambiente in generale.

Il trasporto combinato strada/rotaia e strada/mare (in cui la maggior parte del percorso viene effettuata rispettivamente su ferrovia o con navi traghetto Roll on/Roll off) sta quindi diventando sempre più una valida alternativa al trasporto su strada, unendo i vantaggi della flessibilità del servizio porta-a-porta con la sostenibilità del trasporto ferroviario e marittimo, che garantiscono un minor impatto sulle emissioni di CO2 nelle lunghe tratte e un minor consumo energetico per unità trasportata.

Una rappresentazione schematica dei trasporti intermodali in Europa è quella contenuta nei rapporti 2024 dell’Unione internazionale delle ferrovie (UIC-Union International Chemin de fer) e dell’Unione internazionale per il trasporto combinato strada- rotaia (UIRR-Union International des sociétés de transport combiné Rail-Route).

In generale, tra il 2018 e il 2023 il trasporto intermodale ferroviario è cresciuto dell’8,7% in termini di tonnellate/ chilometro, anche se l’andamento non è sempre stato lineare e costante. UIC e UIRR sono più ottimiste sulle prospettive a lungo termine, prevedendo una crescita del mercato del 3% all’anno fino al 2040, quando il trasporto intermodale ferroviario dovrebbe raggiungere una dimensione di circa 2/3 maggiore rispetto al 2023.

Come scegliere quale soluzione di trasporto terrestre adottare

Per un’azienda selezionare la corretta modalità di trasporto terrestre per la spedizione delle merci è un’attività molto importante, sotto diversi punti di vista: oltre all’impatto economico, occorre valutare l’urgenza della spedizione, il valore della merce da spedire, le dimensioni e il peso del carico. Come si può determinare, quindi, quale sia la modalità migliore di trasporto e quali sono le variabili e i fattori di cui tener conto nella scelta?

La definizione delle priorità della spedizione e il confronto dei costi – e in particolare la valutazione della sostenibilità delle spese rispetto alla specifica merce da spedire – sono particolarmente importanti: il trasporto stradale delle merci, sotto questo punto di vista, trova i propri punti di forza nella vasta capillarità della rete, nella facilità e continuità del servizio, nella scarsa burocrazia e documentazione necessaria e nella semplicità del processo di pianificazione della spedizione.

Immagine di freepik

In generale, è possibile affermare che, nonostante gli svantaggi (congestione del traffico, usura delle infrastrutture, inquinamento ambientale e acustico, incidenti), il trasporto stradale garantisce condizioni tariffarie più competitive per distanze fino a 500 km. Nello specifico, l’assenza di operazioni di trasbordo delle unità di trasporto intermodale e la possibilità di effettuare trasporti diretti sulle brevi distanze contribuiscono a un significativo abbattimento dei costi economici.

A partire da distanze superiori ai 600-700 km tra i terminal intermodali, invece, diventa più competitivo ed efficiente il trasporto combinato strada/rotaia. Sebbene inizialmente non risulti particolarmente marcata, la differenza tariffaria tra queste due modalità di trasporto tende a crescere a mano a mano che aumenta la distanza da percorrere. Il trasporto combinato strada/mare risulta competitivo per i collegamenti tra Nord e Sud Italia e per le tratte internazionali che collegano i porti italiani (Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Ravenna e Trieste) con Grecia, Egitto, Spagna, Tunisia e Turchia: le emissioni sono infatti ridotte rispetto a quelle del trasporto stradale, penalizzato anche dall’incremento dei costi, dall’introduzione di normative più stringenti e dalla carenza di autisti.

Il trasporto combinato strada/mare sta diventando quindi una soluzione sempre più ricercata dalle aziende, che garantisce tariffe stabili per l’intero anno e migliora la flessibilità in termini di capacità di trasporto degli operatori: questa modalità permette infatti di gestire con maggiore elasticità la catena di approvvigionamento, adattandosi meglio alle variazioni della domanda sul mercato.

Verso il riequilibrio tra le modalità di trasporto

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Con riferimento alle politiche dell’Unione Europea, che prevedono un graduale trasferimento delle quote di traffico dalla strada verso altre modalità di trasporto terrestre (nello specifico, il 30% dei volumi di traffico su percorrenze superiori ai 300 km entro il 2030 e il 40% entro il 2050), è del tutto evidente come l’intermodalità – e in particolare il trasporto combinato strada/ rotaia e il trasporto combinato strada/mare – rappresentino le due alternative attualmente più concrete e sostenibili per attuare uno shift modale.

Purtroppo, l’intermodalità terrestre in Italia è ancora una tecnica di trasporto poco sviluppata: la percentuale è pari al 7-10% del volume totale di merci trasportate via terra. Tra le ragioni di questa situazione, ci sono la scarsa presenza di linee ferroviarie con standard europei (ossia con la possibilità di far circolare treni pesanti fino a 2.200-2.500 t lorde lunghi fino a 750 m), la presenza di pochi terminal intermodali (in prevalenza localizzati all’interno degli interporti nazionali) e l’elevata incidenza dei costi di ultimo miglio ferroviario dei vagoni e del trasbordo delle unità di carico nei terminal.

In futuro, la principale sfida alla quale gli operatori delle spedizioni dovranno dare risposta sarà quella di un mercato nel quale per la stessa spedizione dovranno essere proposte differenti scelte modali e tipologie di inoltro, per cui la logistica sarà chiamata a esercitarsi non solo sul paradigma dell’efficienza, ma anche a garantire maggiore sostenibilità, affidabilità e sicurezza delle spedizioni, esaltando la propria capacità di supporto allo sviluppo di nuovi mercati e nuovi servizi alle aziende.

L’approccio alla transizione

Al giorno d’oggi parlare di modalità alternative al trasporto stradale delle merci è diventato cruciale, non solo per una scelta strategica ma anche per i nuovi regolamenti introdotti dall’Unione Europea in un’ottica di rispetto dell’ambiente. Nello specifico, l’Unione Europea ha introdotto e sta applicando normative che mirano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sostenibilità e i consumi di carburante nei diversi sistemi di trasporto, per cui molti operatori del settore hanno iniziato a proporre alle aziende committenti nuove alternative modali.

Si può quindi parlare di una politica dell’Unione Europea orientata al graduale riequilibrio tra le diverse modalità di trasporto e alla promozione e sviluppo di soluzioni intermodali terrestri e marittime. Questa transizione verso modalità e forme di trasporto più ecologiche richiederà sicuramente un approccio sistemico e una maggiore collaborazione tra aziende committenti, istituzioni, operatori intermodali, imprese ferroviarie cargo, gestori dell’ultimo miglio ferroviario e infrastrutture terminalistiche intermodali.

Quest’ultimo aspetto, per lo sviluppo di soluzioni di trasporto intermodali in Italia bisogna consolidare un sistema interconnesso in materia di porti e interporti, nel quale ciascun nodo logistico intermodale persegua specifiche funzioni con una propria specializzazione, evitando doppioni operativi e/o di specializzazione tra le diverse realtà presenti nella penisola.

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