Mitsubishi Electric è stata partner della società Gianni Benvenuto S.p.A. nella progettazione e realizzazione degli impianti termo-meccanici per l’ampliamento del CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia.
CNAO, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia, è l’unico centro italiano e uno dei sei nel mondo in grado di effettuare l’adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio, un trattamento avanzato utilizzato soprattutto per le forme di tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale.
Nel 2022 sono iniziati i lavori per l’ampliamento del CNAO, che vedrà l’introduzione di un nuovo acceleratore per la protonterapia e di una macchina per la BNCT (Boron Neutron Capture Therapy). Un progetto che prevede la costruzione di un secondo edificio, contiguo e integrato con quello già esistente, destinato non solo all’attività terapeutica ma anche alla ricerca.
Mitsubishi Electric è stata partner della società Gianni Benvenuto S.p.A. e dello studio di ingegneria Siggma, nella progettazione e realizzazione degli impianti termo-meccanici dell’ampliamento, realizzati con l’obiettivo di individuare una soluzione che prevedesse il più possibile l’utilizzo di fonti d’energia rinnovabili e/o di recupero per il raffreddamento delle apparecchiature ad alta tecnologia e l’edificio ospedaliero.
La redazione di RCI ha avuto l’opportunità di visitare il sincrotrone e intervistare l’ing. Gianfranco Gianni e l’ing. Giulio De Franceschi.
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Gli acceleratori, alimentati elettricamente, necessitano di fluidi sempre freddi per il loro funzionamento. Al fianco di essi sono realizzati i servizi diagnostici e di ricerca che invece necessitano di riscaldamento e di raffreddamento sia stagionalmente sia combinati (freddo e caldo nel medesimo tempo). L’obiettivo è quello di trasferire energia frigorifera mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili e recuperare l’energia elettrica che alimenta gli acceleratori mutata in forma termica per il riscaldamento dell’edificio.
È stato quindi scelto di utilizzare come fonte di energia rinnovabile l’acqua di falda, che è a temperatura praticamente costante. Per poterla sfruttare sono state utilizzate delle pompe di calore progettate per “scaricare” l’energia termica prelevata dalla fonte da raffreddare alla fonte da riscaldare e viceversa, non dissipandola in aria o acqua, ma al contrario realizzando un doppio servizio al prezzo energetico di uno solo.
L’acqua fredda per il servizio di raffrescamento è prodotta tramite:
- 2 pompe di calore polivalenti equipaggiate con compressori a vite inverter condensate ad acqua Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta i-FX-WQ-G05 S 0452 della potenza di circa 400-500 kW/cad resa all’acqua
- 1 pompa di calore polivalente equipaggiata con compressori a vite inverter e condensazione in aria Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta i-FX- Q2-G05 /SL-CA /0902 della potenza di 900-950 kW
- 2 refrigeratori equipaggiati con compressori a vite inverter e condensazione in aria Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta i-FX-G05 /SL-A /4202 della potenza di circa 950 kW/cad
- 1 refrigeratore equipaggiato con compressori centrifughi a levitazione magnetica e funzione free cooling Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta TECS-FC-G05 /NG /CA /0803.
Per il sistema di regolazione dell’impianto che gestisce la selezione dell’unità e della combinazione più efficiente di esse in base al tipo di carico e alle condizioni esterne, oltre che la manutenzione, è stata scelta la soluzione Mitsubishi Electric a marchio Climaveneta ClimaPRO+.
L’acqua calda per il servizio di riscaldamento è prodotta tramite le 2 pompe di calore polivalenti condensate ad acqua che hanno come backup, in caso di problemi sul circuito di pozzo, 1 pompa di calore polivalente condensata ad aria. Il raffreddamento dell’alta tecnologia è lasciato a 2 refrigeratori. Il terzo è di riserva. In condizioni invernali lavorerà principalmente la macchina dotata di free cooling, affiancata dalle altre per seguire il profilo di carico.
Le unità polivalenti potranno anche raffreddare l’alta tecnologia ove energeticamente vantaggioso (temperatura dell’acqua di falda più conveniente della temperatura dell’aria e/o contemporanea richiesta di riscaldamento per le utenze ospedaliere e di raffreddamento per l’alta tecnologia).
Per salvaguardia contro il rischio di gelo invernale il sistema di supervisione metterà in funzione a una prefissata temperatura dell’aria esterna una o più pompe e alimenterà i cavi scaldanti.