Dall’UNI arriva la nuova specifica tecnica UNI/TS 11999 che aggiorna le regole sulla prestazione energetica degli edifici. Di seguito una panoramica chiara delle novità da conoscere.
Quando si parla di prestazione energetica degli edifici non si tratta solo di norme e numeri, ma di qualità della vita e rispetto dell’ambiente. Consumare meno energia significa, infatti, vivere in spazi più confortevoli e utilizzare in modo più consapevole le risorse naturali.
Proprio per questo il tema è da tempo al centro dell’attività di normazione. In questo contesto nasce la UNI/TS 11999, il documento sviluppato dalla commissione UNI Luce e illuminazione per affrontare in modo specifico il ruolo dell’illuminazione nella prestazione energetica degli edifici.
Questa specifica tecnica introduce una metodologia di calcolo su base oraria, indicata come Wt,h, che permette di determinare i fabbisogni energetici per l’illuminazione partendo dai valori annuali calcolati secondo il metodo 1 della UNI EN 15193-1, noto come metodo completo.
La metodologia è applicabile a tutte le categorie di edifici per le quali i fabbisogni di illuminazione vengono valutati secondo la UNI EN 15193-1 e tiene conto sia dell’effettiva occupazione degli spazi, cioè della presenza delle persone, sia del contributo della luce naturale, valutato in base ai dati climatici della località.
La specifica tecnica rappresenta inoltre un importante supporto per il calcolo della prestazione energetica degli edifici su base oraria, in linea con le norme sviluppate dal CEN nell’ambito del mandato M/480 e a supporto della Direttiva europea 2010/31/UE. Il documento descrive – prosegue l’UNI – una metodologia per la valutazione dei consumi energetici dell’illuminazione, chiara e concreta.
L’analisi si concentra sul rapporto tra consumi energetici, occupazione degli ambienti e modalità di utilizzo della luce artificiale, attraverso la definizione dei profili di occupazione e di utilizzo dell’illuminazione. Viene quindi introdotto un parametro-guida che rappresenta la disponibilità di luce naturale negli spazi interni.
Per rendere omogenee le valutazioni, la specifica tecnica definisce l’anno convenzionale e la procedura per la sua determinazione. Su queste basi viene illustrato il metodo di calcolo del risparmio energetico per l’illuminazione ottenibile grazie al daylight, evidenziando la differenza tra luce disponibile e luce effettivamente utilizzabile e riassumendo il processo attraverso uno schema di calcolo.
La metodologia fornisce, quindi, un riferimento valido per valutare il contributo della luce naturale e il conseguente risparmio energetico nell’illuminazione degli edifici.