“L’Italia elettrica non può aspettare”: Paolo Ferrari riflette sui bisogni della filiera

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Paolo Ferrari FME

Il Vicepresidente di FME, Paolo Ferrari, torna a sottolineare l’importanza e la necessità di un censimento nazionale degli impianti elettrici per garantire sicurezza, efficienza e tenuta del sistema elettrico del Paese.

All’indomani delle dichiarazioni da parte del Presidente Nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, che raccoglie le sollecitazioni di FME circa la necessità di una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza degli impianti elettriciPaolo Ferrari, Vicepresidente FME, riflette sui bisogni, sempre più stringenti dell’intera filiera: “Di recente abbiamo avuto modo di condividere, in un incontro aperto organizzato da FME, lo stato dell’arte e i bisogni di un settore impiantistico italiano che necessita di un importante rinnovamentoafferma Ferrari. “Non si tratta di rispondere esclusivamente alle esigenze dettate dalla transizione energetica, ma anche di contribuire concretamente, nella vita di tutti i giorni, al miglioramento dell’efficienza energetica non solo in termini di sostenibilità economica e ambientale, ma anche di sicurezza degli impianti e delle infrastrutture”.

Secondo il Vicepresidente FME Paolo Ferrari è necessario ampliare il punto di vista: “È importante parlare non solo di una questione di efficienza, ma di tenuta complessiva del sistema elettrico italiano. Con la spinta alla decarbonizzazione e all’elettrificazione dei consumi, la questione della sicurezza e dell’adeguamento degli impianti elettrici – in particolare nel comparto residenziale – è diventata centrale. La filiera chiede un cambio di paradigma per evitare il collasso del sistema” e aggiunge “Un nodo cruciale è rappresentato dall’inadeguatezza del quadro normativo vigente. Le principali leggi non sono più sufficienti ad affrontare le sfide della transizione in atto. Ma si tratta anche di un tema culturale: serve una maggiore consapevolezza del valore e dello stato degli impianti elettrici”.

I dati confermano l’urgenza di intervenire: oltre il 75% del patrimonio edilizio italiano è inefficiente dal punto di vista energetico e gran parte degli impianti elettrici in servizio risulta obsoleta o priva di verifiche tecniche periodiche. Più di 12 milioni di abitazioni presentano condizioni impiantistiche non adeguate alla crescente domanda di potenza, mentre l’adeguamento degli impianti è ancora troppo spesso percepito come un costo evitabile.

Un approccio che rischia di diventare insostenibile in un contesto in cui l’elettrificazione delle abitazioni è in forte crescita. “La diffusione di tecnologie come pompe di calore, piani a induzione, wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici e sistemi di accumulo domestico sta trasformando ogni abitazione in un piccolo hub elettrico”, sottolinea Ferrari. “Per questo è necessario assicurare impianti adeguati, sicuri e progettati per sostenere questi nuovi carichi”.

Le nuove politiche europee e nazionali – dalla Transizione 5.0 all’evoluzione del PNRR – spingono verso un futuro sempre più elettrico, digitale e interconnesso. Tuttavia – spiega FME -, senza una rete impiantistica aggiornata e sicura, questa trasformazione rischia di poggiare su basi fragili. Per questo motivo la filiera del materiale elettrico ha avanzato alcune proposte concrete alle istituzioni.

Le proposte di FME per la sicurezza degli impianti elettrici

Tra le priorità indicate dall’Associazione troviamo:

  • l’introduzione di un censimento nazionale degli impianti elettrici;
  • un sistema di classificazione degli impianti;
  • norme di formazione mirate e obbligatorie per progettisti e manutentori; l’obbligo per gli amministratori di condominio di richiedere dichiarazioni di conformità o manutenzioni certificate;
  • un ruolo più attivo delle assicurazioni;
  • sistemi di premialità o incentivi per imprese e cittadini che aggiornano e certificano gli impianti;
  • un piano nazionale di comunicazione sistemica che coinvolga l’intera filiera – dai produttori ai distributori, dagli installatori ai progettisti fino agli amministratori e ai consumatori
  • e, infine,  una campagna pubblica sulla sicurezza domestica, sul modello di quelle dedicate alla sicurezza stradale o sul lavoro.

“Mi auguro che si concretizzino occasioni di dialogo attivo e proattivo con il legislatore” conclude il Vicepresidente FME Paolo Ferrari. “È inverosimile che un settore che genera circa 200 miliardi di euro in Italia sia ancora poco conosciuto a livello istituzionale, perché la competitività del Paese passa anche da qui. Non possiamo parlare di evoluzione digitale e di transizione green senza parlare dell’evoluzione dell’infrastruttura impiantistica. Per questo è fondamentale fare sistema tra tutti gli attori della filiera, il legislatore e l’utente finale, verso il quale abbiamo anche il dovere di promuovere una maggiore consapevolezza sul valore e sulla sicurezza dei propri impianti elettrici”.

Il sistema elettrico italiano si trova oggi davanti a una sfida decisiva: accompagnare la transizione energetica garantendo al tempo stesso sicurezza, affidabilità e adeguatezza delle infrastrutture impiantistiche.

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