Pile non ricaricabili, quale sarà il loro destino nel mercato UE

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pile non ricaricabiliUn comunicato stampa rilasciato da ANIE cerca di fare chiarezza in merito alla sorte delle batterie non ricaricabili all’interno del mercato europeo dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina comunitaria in materia di pile.

Entro la fine di quest’anno vedrà la luce la nuova e innovativa disciplina comunitaria in materia di batterie, la quale andrà a sostituire l’attuale Direttiva in vigore sin dal 2006. La proposta di regolamento UE, al momento ancora in fase di discussione tra Commissione, Parlamento e Consiglio, rappresenta il primo atto legislativo in attuazione del nuovo Pacchetto Economia Circolare. In gioco ci sono elementi di assoluta novità che disciplineranno tutti gli aspetti del ciclo di vita delle batterie, compreso il delicato tema della commercializzazione delle batterie non ricaricabili.

Sul futuro delle pile non ricaricabili è bene fare chiarezza

«Riguardo al cosiddetto phase out delle pile non ricaricabili è bene condividere con il pubblico alcune importanti precisazioni, necessarie a contrastare l’annoso e ormai consueto fenomeno delle fake news», precisa Stefano Setti – Coordinatore del Gruppo Pile rappresentato all’interno dell’Associazione ANIE CSI.

«Va infatti ribadito con chiarezza che nessuna delle proposte presentate, e attualmente al vaglio delle istituzioni in sede di trilogo, prevede una immediata e imminente messa al bando di tutte le batterie non ricaricabiliTale opzione regolamentare non risulta infatti prevista, anche nella peggiore delle eventualità, prima del 2027 o di 9 anni dall’entrata in vigore del provvedimento». Decisamente premature, quindi, le numerose notizie reperibili in rete che paventano un divieto alla produzione e vendita delle pile non ricaricabili già dal 2024.

«Va peraltro aggiunto che» prosegue Setti, «qualsiasi decisione definitiva sulla messa al bando dovrà essere preceduta, in qualunque ipotesi, dalla conduzione di un adeguato studio e relativa valutazione di fattibilità da parte della Commissione europea». Solamente sulla base dei risultati che emergeranno dalle analisi della Commissione verrà quindi, eventualmente, previsto formalmente la messa al bando delle batterie non ricaricabili; il tutto ovviamente con un propedeutico periodo transitorio, imprescindibile per adeguare il mercato, le apparecchiature e le abitudini dei consumatori al cambio di rotta.

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