Prove sui cavi elettrici e a fibre ottiche in condizioni di incendio, un progetto di norma CEI

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cavi antincendioIn inchiesta pubblica fino al prossimo 8 agosto il progetto di Norma CEI dal titolo: “Prove sui cavi elettrici e a fibre ottiche in condizioni di incendio. Parte 0: Prove per la propagazione verticale dell’incendio su fili o cavi montati a fascio – Generalità”.

C’è tempo fino al prossimo 8 agosto per partecipare alla stesura del documento CEI C. 1287 dal titolo: “Prove sui cavi elettrici e a fibre ottiche in condizioni di incendio. Parte 0: Prove per la propagazione verticale dell’incendio su fili o cavi montati a fascio – Generalità”.

Per molte tipologie di cavi citati dalle Norme CEI è prevista l’esecuzione di una prova atta a verificare il comportamento al fuoco di un singolo filo o cavo isolato (Norma CEI 20 -35 serie): tale prova viene eseguita sottoponendo un singolo spezzone di cavo disposto verticalmente all’azione di una fiamma normalizzata per un periodo di tempo limitato. Questa prova ha lo scopo di verificare l’autoestinguenza del cavo stesso in caso di incendio, quando venga installato singolarmente: il cavo che presenta tale attitudine viene definito “non propagante la fiamma”.

Tuttavia, alcune negative esperienze di anni passati hanno dimostrato che l’attitudine sopra citata non può essere più garantita dal cavo nel momento in cui esso viene installato in fascio ed evitare che il fuoco si propaghi da una zona all’altra lungo il loro percorso. Ciò perché la propagazione della fiamma lungo un fascio di cavi dipende da un certo numero di fattori, quali:

a) il volume di materiale combustibile esposto al fuoco e alle fiamme che si possono generare dalla combustione dei cavi stessi;

b) la configurazione geometrica dei cavi e la loro disposizione nell’ambiente;

c) la temperatura alla quale è possibile l’innesco dei gas di pirolisi;

d) la quantità di gas combustibile rilasciata dai cavi ad una data temperatura;

e) il volume d’aria che passa attraverso la zona d’installazione del cavo;

f) la costruzione del cavo (es. armato o non armato).

Questa circostanza ha portato alla progettazione e realizzazione di cavi dotati di una maggiore attitudine a contenere la propagazione di un eventuale incendio e quindi alla determinazione, nella pratica nazionale ed internazionale, di adeguati metodi di prova. Occorre tuttavia tener presente che la rispondenza a tali metodi di prova non può risolvere in tutti i casi il problema della non propagazione dell’incendio, sia per la grande variabilità delle dimensioni del fascio sia per la diversità di installazione dei fasci stessi. Non ci si può pertanto esimere dall’adozione di ulteriori provvedimenti preventivi, quando ne sia il caso, ed in particolare quando nei fasci installati siano presenti quantitativi di cavo superiori a quelli considerati da questa Norma CEI.

Ecco lo scopo del nuovo documento CEI che descrive le modalità di prova atte a verificare l’attitudine di un determinato tipo di cavo a contenere, per le varie tipologie d’installazione a fascio, la propagazione del fuoco in caso di incendio.

I cavi che sono in grado di superare le prove descritte nella Parte 3 della sopracitato progetto di Norma CEI sono quelli particolarmente adatti ad essere impiegati negli impianti elettrici in cui, per particolari ragioni impiantistiche od ambientali, sia da contenere al massimo il pericolo di propagazione di un eventuale incendio.

CONSULTA IL PROGETTO DI NORMA C. 1287

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