Quarto trimestre 2015, bolletta più cara per il terziario

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terziario2Confcommercio ha pubblicato le proprie valutazioni sul costo dell’energia elettrica per negozi, alberghi e piccole imprese commerciali, attraverso l’indice ICET N.2 (Indice Costo Elettricità Terziario, arrivato alla decima pubblicazione per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica ed alla seconda per quanto riguarda energia elettrica + gas).
ICET-E è un indice con cui Confcommercio monitora insieme a REF-Ricerche le variazioni di costo trimestrali dell’energia elettrica per le utenze in bassa tensione non domestiche servite in Maggior Tutela (attività commerciali con meno di cinquanta dipendenti e con un fatturato inferiore a 10 milioni di euro/anno). Confcommercio individua cinque profili ‘tipo’ di attività del Terziario: Albergo, Ristorante, Bar, Negozio alimentare e Negozio non alimentare, che si differenziano per la potenza elettrica impegnata, per il consumo annuo di energia elettrica e per le fasce orarie in cui tale energia viene consumata. Nel rapporto ICET vengono elaborati i costi della fornitura elettrica per utenze ‘tipo’ che consumano tra 18 e 260 MWh l’anno. Dal sito web di Confcommercio è inoltre possibile scaricare una recente nota metodologica sul calcolo dell’indice ICET-E.

Confcommercio indica che nel quarto trimestre del 2015 il costo dell’energia elettrica sostenuto dalle imprese del commercio registra un aumento del 2,6%. L’incremento è in parte dovuto all’aumento estivo dei prezzi dell’energia che ha fatto registrare una variazione di +17% rispetto ai prezzi medi relativi al II trimestre del 2015 dovuta ad un ridimensionamento dell’offerta di energia elettrica proveniente da fonte idrica e un aumento della domanda di energia elettrica.

L’analisi di Confcommercio evidenzia che a preoccupare particolarmente è la continua crescita degli oneri di sistema che, con un costo medio record di 80 €/MWh (dovuto all’aumento atteso di circa 2 miliardi che l’Autorità per l’energia imputa come costo di chiusura del meccanismo incentivante dei certificati verdi), raggiungono un’incidenza media sulla bolletta del 34%, quasi 5 punti in più rispetto a un anno fa, portando il peso complessivo delle componenti fiscali e parafiscali al 57,4% contro il 53,7% del 2014.

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