Successo delle rinnovabili per Italia ed Europa

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Il consumo delle energie rinnovabili in Europa continua a crescere: i dati Eurostat mostrano che sono 11 gli Stati membri ad aver già raggiunto gli obiettivi 2020, tra cui l’Italia.

Il nostro Paese può infatti vantare una posizione sopra la media UE, con un 17,4% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ai primi posti ci sono la Svezia con il 53,8%, la Finlandia con il 38,7% e la Lettonia con il 37,2%, mentre fanalino di coda Malta e Olanda, con il 6%.

Secondo l’ultimo rapporto Rethinking Energy redatto da Irena (International Renewable Energy Agency), l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili, le fonti rinnovabili stanno guadagnando terreno su quasi ogni misura. L’agenzia fa sapere che è fondamentale proseguire su questa linea, cercando, entro il 2030, di aumentare la produzione fino al 60% puntando specialmente sugli impianti solari, per il bene dell’ambiente, ma anche dell’economia.

Nel contesto di tale positivo fermento italiano nel settore, il mese scorso è stata siglato, a seguito del Consiglio Generale di Confindustria, l’accordo tra ANIE Federazione  ed Elettricità Futura, l’associazione che rappresenta il settore elettrico nazionale. L’intesa tra ANIE e Elettricità Futura definisce i perimetri confindustriali relativi al settore delle fonti rinnovabili elettriche, facendo una distinzione tra costruttori di tecnologie e produttori, favorendo sinergia e collaborazione tra le aziende appartenenti alle due realtà.

L’Osservatorio di Anie Rinnovabili, ha rilevato che le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto nel 2017 complessivamente circa 864 MW (+17% rispetto al 2016). Si conferma il trend mensile del fotovoltaico che con i 27,5 MW connessi a dicembre 2017 raggiunge quota 409 MW complessivi (+11% rispetto al 2016).

Ma se in Italia ed in Europa si festeggia il grande successo delle energie verdi, dagli Stati Uniti arrivano invece notizie nere in merito ai tagli che vorrebbe attuare Donald Trump sul budget federale alle rinnovabili. Secondo alcune indiscrezioni, pare che il Presidente americano voglia ridurre di oltre due terzi il budget dell’ufficio del Dipartimento dell’Energia che si occupa di efficienza e fonti rinnovabili, ma sembra altrettanto improbabile l’approvazione da parte del Congresso di tale richiesta. Certo, questa direzione non fa sperare a nulla di buono per il futuro “rinnovabile” dell’energia a stelle e strisce.

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