Negli ultimi mesi, il tema del Controllore Centrale di Impianto (CCI) è diventato sempre più centrale nel settore delle energie rinnovabili, in particolar modo per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici di media e di grande taglia. Con l’aggiornamento normativo introdotto da ARERA e Terna, il CCI è ora obbligatorio per una vasta gamma di impianti connessi alla rete elettrica.
Cos’è il Controllore Centrale di Impianto
Il CCI è un dispositivo di controllo e comunicazione che consente al gestore della rete (come Terna o anche il distributore locale) di monitorare e, se necessario, inviare comandi all’impianto di produzione elettrica. Il suo scopo principale è migliorare la stabilità e la sicurezza della rete elettrica nazionale, specialmente in un contesto in cui la produzione da fonti rinnovabili è sempre più rilevante ma anche variabile.
Il Controllore comunica in tempo reale con i sistemi di controllo del gestore, trasmettendo informazioni su produzione, tensione, frequenza e stato operativo dell’impianto. La funzione FP2 consente di limitare la potenza prodotta dall’impianto in base ad un comando a distanza. Con l’installazione del CCI si vogliono evitare gravi blackout come quello avvenuto in Spagna e Portogallo il 28 aprile del 2025: qualora la produzione di energia fosse superiore ai consumi, il gestore di rete potrà ridurre a piacere la produzione da fonte non programmabile utilizzando la funzione PF2 del CCI, in questo modo si evitano pericolosi squilibri nella rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.
A chi si applica l’obbligo
Occorre fare una prima distinzione tra impianti nuovi e impianti esistenti in base alla potenza e alla data di richiesta della connessione come specificato in tabella 1.

Gli impianti di produzione nuovi con potenza superiore a 100 kW hanno l’obbligo del CCI per poter essere connessi alla rete e per essi non sono previsti contributi di natura economica. Gli impianti esistenti dovranno essere adeguati in tempi inversamente proporzionali alla potenza d’impianto. Per affrontare le spese di adeguamento sono previsti contributi economici per chi interviene prima della scadenza ultima, come specificato in dettaglio in tabella 2.

Adeguamento impianti
L’obbligo del CCI migliorerà la stabilità della rete ma rappresenta l’ennesima incombenza e un ulteriore costo per i produttori di energia rinnovabile. È necessario notare che l’intervento su impianti esistenti, potrebbe richiedere anche la sostituzione degli inverter se non sono predisposti per la limitazione di potenza attiva a comando. Sarà importante per installatori e progettisti far adeguare in tempi brevi gli impianti esistenti in modo da poter beneficiare dei contributi economici previsti.