Le turbine sfruttano i 200 salti del Sesia e assicurano l’energia in valle

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Nato per gestire gli usi plurimi dell’acqua irrigua, il Consorzio “Est Sesia” ha individuato le tecnologie adatte per sfruttare anche i salti di 1,5 m e generare energia elettrica. Lungo il tortuoso percorso del torrente proprio nel mese di ottobre si è aperto un nuovo cantiere per un ulteriore impianto.

Nel comprensorio a cavallo tra Piemonte e Lombardia delimitato dai fiumi Sesia, Po e Ticino (un territorio di 311.016 ettari), è attivo il Consorzio di irrigazione e bonifica “Est Sesia”, che presiede alla gestione dell’irrigazione e degli usi plurimi dell’acqua irrigua: attento ai temi di salvaguardia del territorio e delle sue risorse e sensibile all’utilizzo delle rinnovabili, il Consorzio sta consolidando un piano di intervento e di valorizzazione delle risorse locali che sfrutta il flusso costante dei canali irrigui per generare energia. Nella rete d’acqua del comprensorio sono stati censiti più di 200 salti di fondo potenzialmente sfruttabili come forza motrice delle turbine: si tratta di dislivelli di alcuni metri (un’altezza di 1,5m è già sufficiente!) con portate che vanno dai 10 ai 25 m3/s, adatte a quell’idroelettrico di piccola scala che sta vivendo, ai nostri giorni, una stagione di rinnovato interesse. Il Consorzio promuove, ormai da anni, la costruzione di impianti mini-idroelettrici nuovi ed il recupero di altri abbandonati, arrivando oggi ad un totale di 34 centrali attive per una produzione annuale che supera i 120.000 MWh, equivalente al fabbisogno annuo di circa 40.000 famiglie.

Non è necessario disporre di un’alta cascata o costruire una diga monumentale per produrre energia elettrica partendo dalle risorse idriche: con le moderne tecnologie anche un salto idraulico di pochi metri è sufficiente per muovere le pale di una turbina opportunamente dimensionata e, tramite un generatore, trasformare l’energia meccanica in elettricità. Proprio nel mese di ottobre si è aperto un nuovo cantiere per la realizzazione di un ulteriore impianto ma, secondo le previsioni, sono ancora molte le luci che si accenderanno in modo ecosostenibile nel “Distretto del riso”: una ventina di nuove centrali, alcune in costruzione ed altre in fase di studio, potenzieranno, infatti, un territorio a vocazione agricola, valorizzandone le risorse ma senza cancellarne l’identità.

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