Allo studio nuovi combustibili a basso impatto ambientale

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Per abbattere le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, l’Unione Europea ha promosso la quasi totale decarbonizzazione dei processi di generazione elettrica, favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica e alle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2. Nonostante l’adozione di tali politiche, il carbone continua a svolgere un ruolo chiave nella produzione elettrica mondiale. In particolare, per soddisfare la domanda interna di energia, Paesi emergenti, come Cina e India, seguiteranno anche nei prossimi anni a ricorrere in maniera massiccia a tale fonte. “A livello internazionale – spiega Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA – si assiste a una crescente domanda di energia pulita e di prodotti chimici a basso impatto ambientale, a cui la ricerca risponde con lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche che consentono di utilizzare il carbone riducendone drasticamente le emissioni e la produzione di combustibili liquidi e gassosi innovativi e di sostanze chimiche derivanti da tale fonte. L’ENEA è un attore di primo piano nello sviluppo e nel trasferimento di queste nuove tecnologie all’industria nazionale per gli impianti di produzione di energia, con l’obiettivo di contribuire ad una generazione energetica low carbon, di  aumentare la competitività del nostro sistema produttivo nel settore dell’energia e di creare le condizioni per un rilancio dell’occupazione e dell’economia. In particolare, l’ENEA sta intensificando le proprie attività in vista della realizzazione del polo tecnologico del carbone pulito nell’area del Sulcis iglesiente, nell’ambito dell’accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico e Regione Autonoma Sardegna”. Un aspetto importante della strategia “high efficiency low emission” è la “poligenerazione”, cioè l’integrazione di tecnologie diverse e l’impiego di più fonti primarie che può rappresentare una delle soluzioni per un utilizzo innovativo del carbone. L’industria nazionale vede con particolare interesse l’integrazione con sistemi solari del tipo a concentrazione (CSP), che sono in grado di fornire calore ad alta temperatura. Tali sistemi possono integrarsi anche con la catena della CO2 catturata utilizzata per la produzione di metano.

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