Biomassa legnosa? Meno emissioni a effetto serra

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Luca Mercalli

Il presidente della Società Meteorologica Italiana, il climatologo Luca Mercalli, è intervenuto in merito alle emissioni effetto serra nell’ambito della manifestazione fieristica Progetto Fuoco per un incontro-intervista, in collaborazione con Aiel, Associazione Italiana Energie Agroforestali.

“Il clima cambia e gli effetti vengono percepiti a scoppio ritardato. Non ne cogliamo infatti i sintomi all’inizio, ma intanto la malattia avanza e non possiamo più curarla. Eppure per evitare almeno il peggio esiste la conoscenza scientifica, un antidoto efficace se applicato da tutti entro i prossimi dieci anni – le forti parole dell’esperto di clima e ambiente”. “In futuro – ha aggiunto Luca Mercalli – grazie a modelli di simulazione, possiamo ipotizzare il clima che verrà in base ai nostri comportamenti. Se non prendiamo subito provvedimenti, rischiamo di arrivare a un riscaldamento fino a 5 gradi in più nel 2100, con effetti negativi sulla nostra salute”.

Durante l’incontro sono stati messi in evidenza i rischi legati ai cambiamenti climatici e illustrate le possibili azioni da intraprendere nell’immediato futuro, sottolineando quanto è importante fare prevenzione a partire dal comportamento dei cittadini, quindi meno rifiuti e più energia rinnovabile, più pannelli solari, doppi vetri alle finestre, più auto elettriche e soprattutto basta sprechi. Fondamentale è prendere coscienza delle transizioni alle nuove tecnologie senza uso di combustibili fossili.

In questo senso, il ruolo della filiera legno energia in Italia sembra sempre più destinata a giocare un ruolo di primo piano nello scacchiere della prevenzione e della sostenibilità.

Raul Barbieri, direttore di Piemmeti ed il governatore del Veneto, Luca Zaia.

“Il riscaldamento a legna è uno degli asset principali su cui puntare per vincere la sfida del clima. L’uso della biomassa legnosa favorisce il contenimento delle emissioni a effetto serra”– ha spiegato Raul Barbieri, direttore di Piemmeti Spa, società organizzatrice della rassegna. – Secondo i dati AIEL, un ettaro di bosco gestito genera in 300 anni un risparmio di CO2 dieci volte maggiore del risparmio conseguibile da una foresta abbandonata, grazie al suo utilizzo come materiale da costruzione e come biocombustibile. Il valore del riscaldamento a legna non va quindi riconosciuto solo in un’ottica di ritorno al passato, quando il fuoco era l’elemento centrale della casa e della famiglia. Va certamente visto in chiave sostenibile, come uno degli asset principali su cui puntare per vincere la sfida dei cambiamenti climatici”.

 

 

 

 

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