EPBD IV, Assoclima: l’industria è pronta, servono visione comune e concretezza

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Maurizio Marchesini, presidente Assoclima

Con il recepimento della nuova Epbd IV, Assoclima ribadisce la maturità industriale delle pompe di calore elettriche e invita la filiera a un dibattito costruttivo.

A pochi giorni dalla scadenza europea per il recepimento della direttiva EPBD IV, Angaisa aveva espresso in un comunicato stampa alcune preoccupazioni rispetto agli impatti della direttiva “Case Green” sulla filiera industriale e distributiva italiana. «Non condividiamo molte delle preoccupazioni espresse da Angaisa e riteniamo fondamentale ribadire la prontezza del sistema industriale e dell’intera filiera italiana rispetto agli obiettivi della direttiva, così come la capacità di sostenere l’elettrificazione dei consumi termici con soluzioni già oggi mature, affidabili e pienamente conformi alle normative vigenti», dichiara Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima.

La filiera delle pompe di calore è una delle eccellenze italiane e ha raggiunto un livello di maturità tale da poter sostenere efficacemente l’implementazione di un ambizioso percorso verso la transizione energetica e ambientale, grazie anche all’utilizzo di gas refrigeranti sempre meno impattanti dal punto di vista delle emissioni climalteranti e a soluzioni sicure, sempre più facili da installare e adattabili alle diverse situazioni di riqualificazione dell’esistente.

Inoltre, l’adozione di gas refrigeranti a più basso Gwp in ambito residenziale, nonostante alcune iniziali riserve legate alla loro infiammabilità, ha rappresentato un importante successo tecnico e commerciale, confermando la capacità della filiera di innovare in modo responsabile. Le apparecchiature a R290, refrigerante ormai considerato un pilastro della transizione energetica, costituiscono infatti una tecnologia solida e sempre più diffusa, rispetto alla quale le aziende stanno affrontando con grande impegno il continuo miglioramento dei requisiti di sicurezza e delle modalità installative.

«Assoclima accetta la pluralità tecnologica e crede nella libera competizione di mercato, anche se è fortemente convinta che l’innovazione debba essere sostenuta dalla consapevolezza che le varie tecnologie disponibili hanno un impatto diverso sull’ambiente e sul benessere delle persone», prosegue Marchesini, «È con questo spirito che le imprese del settore negli ultimi anni hanno affrontato investimenti senza precedenti in capacità produttiva, innovazione e qualificazione della rete installativa, con l’obiettivo di accompagnare una decarbonizzazione sostenibile del settore edilizio che sia vista come un’opportunità per tutta la filiera, per il sistema Paese e per gli utenti finali».

A fare da cornice a questo percorso c’è il recente lavoro di Assoclima sfociato nel Manifesto per l’elettrificazione, dal titolo “Le pompe di calore: strumento per la transizione industriale ed energetica”.

«Si tratta di un patto siglato tra consumatori, imprese e associazioni che hanno a cuore l’efficienza energetica e le rinnovabili affinché possano diventare una scelta accessibile per tutti e un vantaggio competitivo per il nostro Paese, privo di fanatismi e con la consapevolezza di tutte le complessità in gioco. Siamo fermamente convinti della necessità di fare massa critica per dare una direzione chiara verso la decarbonizzazione, evitando incertezze che rischierebbero soltanto di farci perdere terreno rispetto ad altre economie che hanno già indicato la rotta. Per questo invitiamo Angaisa e tutte le parti coinvolte a voler condividere questo nostro percorso», conclude il presidente Marchesini.

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