Assocold, associazione costruttori tecnologie per il freddo federata Anima Confindustria, mette nuovamente in guardia operatori e tecnici dai pericoli derivanti dall’uso di refrigeranti illegali. Oltre a compromettere i progressi in materia di clima, produrre concorrenza sleale ed aumentare significativamente il rischio di incidenti lungo tutta la catena del valore, l’utilizzo di refrigeranti illegali da oggi comporta pene più severe.
Il 21 aprile 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo definitivo del decreto legislativo (Atto del Governo n. 375), attualmente all’esame parlamentare, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/1203, introducendo nuove disposizioni in materia di tutela penale dell’ambiente.
Tra i punti di maggiore interesse per il comparto della climatizzazione e refrigerazione figura l’Articolo 5 che riguarda la produzione, commercializzazione, importazione, esportazione, utilizzo o rilascio illegale di gas fluorurati e delle apparecchiature che li contengono.
L’articolo 5 configura una nuova fattispecie di reato ambientale e amplia il perimetro delle responsabilità lungo tutta la filiera industriale e commerciale. Non riguarda quindi solo il produttore, ma anche importatori, distributori, intermediari, operatori logistici e soggetti che immettono sul mercato gas o apparecchiature in violazione delle norme europee.
Il decreto stabilisce sanzioni penali più severe per le principali violazioni lungo la filiera degli F-gas:
- Fino a un anno di reclusione o multe da 10.000 a 150.000 euro per la produzione, l’importazione o l’esportazione non autorizzata di gas fluorurati a effetto serra e prodotti correlati
- Fino a sei mesi di reclusione o multe da 1.000 a 50.000 euro per la commercializzazione, l’uso o il rilascio non autorizzati di tali gas o di apparecchiature che li contengono.
Sono inoltre previste aggravanti nei casi di quantitativi rilevanti, attività organizzate o transnazionali, finalità di profitto, uso di registri o documenti falsi, elusione sistematica dei meccanismi europei o alterazione del mercato. Tra le sanzioni accessorie figurano anche la confisca e la pubblicazione della sentenza.
Il testo si inserisce nel solco del regolamento (UE) 2024/573, rafforzando sul piano penale obblighi già esistenti in materia di controllo, uso e tracciabilità.
Un aspetto di particolare rilievo riguarda il collegamento con il D.Lgs. 231/2001. Le violazioni dell’articolo 5 rientrano infatti tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. Per le imprese questo significa possibili sanzioni pecuniarie elevate, misure interdittive, limitazioni operative e necessità di aggiornare i Modelli Organizzativi 231.
Il recente rapporto pubblicato dall’EIA(Environmental Investigation Agency) indica l’Italia come uno dei principali hotspot per il commercio illegale di F-gas, un fenomeno del valore di centinaia di milioni di euro e migliaia di tonnellate all’anno su cui le autorità italiane stanno intensificando i controlli in tutto il territorio (si rimanda al comunicato stampa Assocold del 9 Marzo 2026).
«Come Assocold – afferma il presidente dell’associazione, Francesco Mastrapasqua – sottolineiamo che i refrigeranti provenienti da circuiti non ufficiali sono spesso privi di etichettatura conforme, senza indicazioni sul produttore, sulle caratteristiche di sicurezza o sulla composizione reale della sostanza, con possibili conseguenze su efficienza, affidabilità degli impianti e sicurezza degli operatori».