Pompa di calore e minieolico, intesa perfetta

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Si chiama “Lucciola” ed è un dispositivo che trasforma l’energia dispersa del generatore mini-eolico in energia elettrica alla frequenza di 50 Hz, in sincronismo con la rete elettrica. Messo a punto da Aria (Prato), il sistema azzera la dispersioni e moltiplica l’energia dell’aerogeneratore.

Aria srl, società con sede a Prato e attiva nel settore dei minigeneratori eolici, ha sviluppato un sistema in grado di produrre energia elettrica e calore in modo combinato. Grazie alla tecnologia brevettata «Lucciola» – questo il nome del prototipo – si può recuperare l’energia termica dissipata dal meccanismo di conversione dell’elettricità prodotta dal generatore. Oltre ai 50 kWh elettrici, il sistema può fornire ulteriori 10 kWh circa, con un rendimento complessivo superiore a quello di un normale aerogeneratore.

Come funziona

Un generatore eolico è costituito dal rotore, in questo caso a regime di giri variabile, dalla navicella orientabile che contiene gli organi di trasmissione, dalla torre di sostegno e dal generatore. Fra il generatore e la rete elettrica è interposto un dispositivo di conversione combinato elettronico/rotante, appositamente progettato, che trasforma l’energia elettrica a frequenza e tensione variabile prodotta dal generatore in energia elettrica alla frequenza di 50 Hz, in sincronismo con la rete elettrica.

I GENERATORI EOLICI prodotti da Aria impiegano un sistema di conversione combinato elettronico/rotante che permette il recupero del calore altrimenti dissipato.

Con una pompa di calore

Grazie a questo dispositivo, il generatore eolico può funzionare in accoppiamento con una pompa di calore, che recupera il calore dissipato nel processo di conversione, a fronte di un rendimento complessivo che può raggiungere il 95%. In questo modo, oltre a raffreddare i componenti interessati, si ottiene calore che può essere impiegato per gli usi più diversi. Il sistema utilizza componenti di uso commerciale, di provata affidabilità e facilmente reperibili a costi relativamente contenuti.

SCHEMA DELL’IDEA. Semplice ed efficace: il calore dissipato dall’inverter (I), dal motore (M) e dal generatore (G) viene recuperato dalla pompa di calore, il cui compressore frigorifero (C) è azionato, per mezzo di opportuni organi di trasmissione, prelevando energia dall’asse rotante del motore elettrico.

Applicando una pompa di calore con COP = 3, la potenza meccanica prelevata dal compressore frigorifero – che fa diminuire il rendimento elettrico – è pari a solo 1/3 della potenza termica sottratta ai componenti da raffreddare, resa disponibile allo scambiatore di calore a vantaggio dell’incremento del rendimento complessivo.

Giuseppe Oreto

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