Esiste una convinzione diffusa secondo cui tutto ciò che riguarda il contatore sia di competenza del gestore. In realtà, la normativa italiana e i regolamenti d’utenza parlano chiaro: la responsabilità è definita dal punto di consegna. Per stabilire chi deve intervenire e pagare, bisogna individuare il confine fisico tra la rete pubblica e l’impianto privato. Questo confine è quasi sempre rappresentato dal contatore.
Il “Punto di Consegna”: la linea di confine a monte del contatore (verso la strada). La competenza è del gestore del servizio idrico. Le tubazioni che portano l’acqua dalla condotta principale fino al contatore appartengono alla rete pubblica. Se c’è una perdita in questo tratto, la responsabilità (e il costo) è della società idrica.
A valle del contatore (verso l’abitazione). Qui la situazione cambia radicalmente. Dal giunto di uscita del contatore in poi, l’impianto è considerato privato. Questo include le tubazioni che attraversano il giardino, quelle sottotraccia e l’intera distribuzione domestica.
Regola generale: sì, è vero. La manutenzione delle tubazioni “in prossimità” del contatore, ma situate dopo lo stesso, è totalmente a carico del proprietario (o dell’utente contrattualizzato).
Nonostante la regola sembri semplice, esistono piccoli dettagli che spesso generano confusione: il misuratore stesso. Il contatore come oggetto fisico è solitamente di proprietà del gestore. Se il contatore si blocca o si rompe per usura naturale, la sostituzione spetta al gestore. Tuttavia, se il contatore si rompe a causa del gelo perché il proprietario non lo ha protetto adeguatamente, il costo della sostituzione può essere addebitato all’utente.
L’alloggiamento (nicchia o pozzetto): sebbene il contatore sia del gestore, la custodia (lo sportello, il pozzetto, la coibentazione) è spesso a carico del proprietario, che deve garantirne l’accessibilità e la protezione dagli agenti atmosferici.
Le valvole di intercettazione: solitamente, la valvola “prima” del contatore è del gestore, quella “dopo” (che serve a chiudere l’acqua in casa per fare lavori) è del privato.
Il vero problema per il proprietario non è tanto il costo del tubo rotto, quanto il costo dell’acqua dispersa. Se la perdita avviene dopo il contatore, il misuratore registrerà il passaggio d’acqua come se fosse consumo effettivo. In molti casi, i proprietari si accorgono del guasto solo al momento della fatturazione. Cosa fare in caso di guasto? Se noti acqua in prossimità del contatore, si consiglia di seguire questi passaggi:
- Verificare il contatore: se chiudi tutti i rubinetti in casa e la rotella del contatore continua a girare, la perdita è nel tuo tratto di competenza.
- Chiamare un idraulico: non chiamare il pronto intervento del gestore se la perdita è a valle del contatore; potrebbero addebitarti i costi dell’uscita a vuoto.
- Documentare tutto: scatta foto del tubo rotto e conserva la fattura dell’idraulico. Serviranno per chiedere il rimborso parziale della bolletta gonfiata.
In sintesi, la manutenzione delle tubazioni vicino al contatore è a carico del proprietario per tutta la parte che “esce” dal misuratore ed entra nella proprietà.