Ventilconvettori rumorosi nelle camere dell’hotel. Che fare?

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IL QUESITO

La direzione di un albergo a 4 stelle situato in una zona particolarmente tranquilla nel quale ho di recente eseguito l’impianto di climatizzazione a fan coil mi ha contattato poiché talvolta i clienti si lamentano di essere ridestati dall’accensione del ventilatore dei fan coil provocato dall’intervento del termostato. Pur essendo relativamente sicuro delle qualità acustiche delle macchine da me installate, che avevo d’altronde selezionato per la bassa velocità, ho provveduto a fare eseguire una misurazione dei livelli sonori in tutte le stanze che, manco a farlo apposta, si sono rivelati inferiori a quelli per i quali ero vincolato contrattualmente con il committente. Chiedo il vostro aiuto per identificare i motivi delle lamentele degli ospiti dell’albergo in quanto, pur sapendo di non essere attaccabile legalmente dal Committente, preferirei risolvere il problema per salvaguardare il rapporto commerciale che ho consolidato con il lui.

Siamo d’accordo sul fatto che il lettore sia contrattualmente dalla parte della ragione. L’inconveniente lamentato è comunque essenzialmente dovuto alla concomitanza tra due fattori che sono:

1. l’area in cui l’albergo è posto che, essendo particolarmente tranquilla, riteniamo caratterizzata da un rumore di fondo molto contenuto;

2. alla particolare sensibilità dell’orecchio umano ai bruschi passaggi da una situazione sonora ad un’altra.

In questo caso, poiché quando a seguito dell’intervento del termostato il ventilatore s’attiva seppur alla minima velocità, il livello sonoro di fondo passa da quello di “estrema quiete” a quello di “ventilatore in funzione” provocando il risveglio delle persone. Va da sé che se l’albergo si fosse trovato in una zona della città più “movimentata” il rumore di fondo sarebbe molto probabilmente stato alquanto superiore al rumore dei fan coil e quindi nessuno ospite avrebbe potuto essere disturbato dagli avviamenti dei ventilatori.

Il rimedio suggerito

L’unico rimedio adottabile per risolvere il problema alla radice sarebbe l’installazione di una valvola a due vie o a tre vie (come quella nella foto) sui fan coil e una semplice modifica dei loro cablaggi. Tale valvola, pilotata dal termostato dei fan coil, intercettando piuttosto che deviando il flusso d’acqua alla batteria, potrebbe controllare la temperatura ambiente, mentre ventilatori dei fan coil , che come ha precisato il lettore sono stati selezionati per la velocità minima, venendo mantenuti sempre in funzione non potrebbero arrecare alcun disturbo.

Di norma i costruttori offrono per i propri fan coil kit con valvole a due o a tre vie, raccordi, tubazioni presagomate, cablaggi e quant’altro possa servire per sveltire le operazioni di installazione di tali valvole.

Si tenga conto che utilizzando valvole a due vie l’intervento sui fan coil risulterà senz’altro meno costoso ma imporrebbe l’uso di una pompa a velocità variabile che se non già installata costituirebbe un onere aggiuntivo. Se fossero invece utilizzate valvole a tre vie l’intervento sui fan coil sarebbe decisamente più costoso, ma sarebbe possibile utilizzare la pompa esistete, indipendentemente dal fatto che essa sia a portata costante o a portata variabile. In entrambi i casi, se già non fosse installata, sarebbe bene installare sotto la valvola di controllo una bacinella ausiliaria di raccolta condensa che è di norma anch’essa offerta dai costruttori.

Controllando l’apparecchio per mezzo di valvola di controllo a due o a tre vie come quella riportata nella foto, è possibile rendere costante, e quindi più sopportabile, il livello sonoro dei ventilconvettori. (foto cortesia Comparato)

 

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