CER, dopo la spinta del PNRR ora inizia la vera prova del mercato

Condividi
Decreto CACER

Il contributo pubblico ha fatto decollare le Comunità Energetiche Rinnovabili, ma con una dotazione ridimensionata e in gran parte ancora da erogare. La sfida adesso è dimostrare che il modello regge anche senza incentivi

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono entrate con forza nel dibattito pubblico tra il 2024 e il 2025, spinte soprattutto dal contributo del PNRR, che copre fino al 40% dei costi di investimento per gli impianti ammessi. Un incentivo che ha reso più semplice realizzare nuovi impianti fotovoltaici e ha fatto conoscere il modello a imprese, enti locali e cittadini.

Una dotazione ridotta di oltre due terzi

Dietro l’accelerazione dei progetti si nasconde però un ridimensionamento importante: la dotazione, inizialmente prevista in 2,2 miliardi di euro, è stata tagliata a 795,5 milioni. Diverse iniziative sono rimaste escluse dal finanziamento e gran parte dei contributi assegnati deve ancora essere erogata. Si apre così la fase più delicata: capire quante CER sapranno reggersi sulle proprie gambe anche senza il contributo in conto capitale, perché un progetto non può dipendere per sempre dall’incentivo che lo ha fatto partire.

Il valore oltre l’incentivo

Al netto dei fondi pubblici, il modello ha un valore proprio. Sul piano economico, condividere localmente l’energia rinnovabile permette di valorizzarla anche quando chi la produce non riesce ad autoconsumarla subito — un vantaggio particolarmente utile per le PMI. C’è poi una dimensione sociale, tra gli aspetti più interessanti del modello: le CER mettono insieme soggetti diversi, da chi mette a disposizione un tetto a chi vuole partecipare senza investire, fino a imprese ed enti locali. Per questo il vero indicatore di successo non sarà il numero di impianti realizzati grazie al PNRR, ma la capacità delle CER di generare benefici duraturi: economici, ambientali e sociali.

Da una logica di incentivo a una logica di sistema

Il settore è chiamato a un cambio di prospettiva: non basta più chiedersi quanto costa un impianto e quanto contributo si può ottenere, ma bisogna ragionare su gestione, monitoraggio, accumulo, pompe di calore e aspetti fiscali. Si passa, in sostanza, dal singolo impianto a un vero sistema energetico. Il PNRR ha fatto da acceleratore; ora tocca al mercato dimostrare di saper camminare anche oltre quella spinta.

CER, nuovi orizzonti: l’appuntamento a Milano

Su questi temi si concentrerà “CER, nuovi orizzonti”, il convegno organizzato il 30 settembre a Milano da Tecniche Nuove attraverso la rivista Transizione Energetica, con Elettro e RCI.

L’evento, dedicato alle opportunità delle CER per privati e PMI, sposterà il confronto dalla teoria alla pratica: quadro regolatorio, tecnologie di gestione, pompe di calore e un caso concreto già operativo, fino a una tavola rotonda sul ruolo della tecnologia nell’autoconsumo.

Tag:

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

Ti potrebbero interessare

Carroccio6, uno spazio di relazioni