In un ospedale moderno tutto è progettato per salvare vite: competenze, protocolli, tecnologie. Eppure, dietro ogni terapia, ogni diagnosi e ogni intervento, esiste un’infrastruttura silenziosa senza la quale nulla funzionerebbe così bene: la refrigerazione e la climatizzazione. Dalla conservazione dei vaccini al controllo microbiologico dell’aria, il freddo non è solo una questione tecnica, ma una vera condizione di sicurezza clinica. È proprio qui che entrano in gioco i gas refrigeranti: invisibili, ma determinanti per la qualità delle cure.
Il ruolo essenziale della refrigerazione negli ambienti sanitari
La refrigerazione in ambito medicale non serve soltanto a raffreddare, ma è parte integrante dei processi di cura e di prevenzione, e coinvolge ogni area di una struttura sanitaria.
Basti pensare alla catena del freddo per farmaci e vaccini: molti prodotti devono essere conservati tra 2 e 8 °C e anche una breve interruzione può comprometterne l’efficacia, rendendoli inutilizzabili. Lo stesso vale per campioni biologici, plasma, reagenti e materiali sensibili, che devono mantenere condizioni stabili per garantire risultati affidabili. A questa funzione si affianca quella dei laboratori di analisi, che utilizzano frigoriferi, congelatori e camere climatiche per preservare l’integrità dei reagenti chimici e biologici. Anche in questo caso, la precisione termica è fondamentale per la qualità dei test.
Ma la refrigerazione non si limita alle operazioni di stoccaggio: gli impianti di climatizzazione ospedaliera svolgono un ruolo chiave nel mantenere temperature costanti e un controllo preciso dell’umidità, creando ambienti confortevoli per operatori e pazienti. A questo si aggiunge il tema della qualità dell’aria indoor (IAQ): sistemi HVAC correttamente progettati riducono il rischio di proliferazione di batteri e virus, contribuendo a mantenere spazi sterili e sicuri.
Infine, ci sono le tecnologie sanitarie avanzate – come TAC, risonanze magnetiche e apparecchiature di imaging – che generano grandi quantità di calore e richiedono sistemi di raffreddamento dedicati per evitare surriscaldamenti e garantire che tutto funzioni correttamente.
In sostanza, la refrigerazione è quel filo invisibile che collega tutte queste funzioni, rendendo possibile un sistema sanitario efficiente e affidabile.
L’impatto ambientale: non solo gas, ma anche energia
Quando si parla di refrigeranti, il primo pensiero va spesso alle emissioni dirette, ovvero alle perdite di gas dagli impianti o dalle bombole. Questo impatto è misurato tramite il GWP (Global Warming Potential) e rappresenta circa il 20% dell’impronta di carbonio complessiva di un sistema nel suo ciclo di vita. Tuttavia, esiste un’altra componente ancora più rilevante: le emissioni indirette, legate al consumo energetico degli impianti. Queste vengono calcolate in tonnellate di CO₂ equivalente e incidono per circa l’80% sull’impatto totale.
La somma di emissioni dirette e indirette viene espressa con l’indicatore T.E.W.I. (Total Equivalent Warming Impact), che fornisce una visione più completa dell’effetto climatico di un sistema di refrigerazione. Questo dato è fondamentale perché mostra come la sostenibilità non dipenda solo dal tipo di gas utilizzato, ma anche dall’efficienza dell’impianto. Un refrigerante a basso GWP, se inserito in un sistema energivoro, non risolve il problema: serve un approccio integrato, capace di ridurre entrambe le componenti. Ed è proprio su questo equilibrio che s’innesta la nuova normativa europea.
La nuova F-Gas e la corsa ai refrigeranti a basso GWP
Con il Regolamento UE 2024/573, l’Unione Europea ha introdotto una riduzione delle quote di HFC ancora più brusca rispetto alla precedente normativa. Questo significa limiti di GWP più severi per molti settori della refrigerazione e del condizionamento, oltre a veri e propri divieti progressivi per i refrigeranti tradizionali.
Refrigeranti come R-404, R-507, R-134 e R-410, così come le miscele HFO/HFC (R-448, R-449, R-452), verranno progressivamente bannati nei nuovi impianti. L’obiettivo è spingere il mercato verso soluzioni a basso impatto climatico, favorendo l’adozione di nuovi fluidi e tecnologie.
Questa transizione, però, non è solo normativa: è anche tecnica. I nuovi refrigeranti devono garantire prestazioni, affidabilità e soprattutto sicurezza. Ed è qui che entrano in gioco gli HFO, caratterizzati non solo da basso GWP, ma dà maggior sicurezza in termini di infiammabilità, alte pressioni di esercizio e tossicità rispetto ai gas naturali come propano, CO2 e ammoniaca.
Per il settore HVAC-R, le alternative ad HFO già oggi includono soluzioni a basso impatto ambientale e long term solution in vari segmenti:
- Pompe di calore e split AC: R32, R-454B, R-454C, R-290 ( togliere R-290)
- Chiller media-alta potenza: R-1234ze, R-1233zd, R-515B (togliere R-1233zd e aggiungere R-454B , R-513a R-32)
- Refrigerazione commerciale: R-455A, CO₂, R-290 ( Togliere CO2 e R-290 e aggiungere R-454C e R-454A)
- Refrigerazione industriale: R-1234ze, R-717, cascata CO₂/NH₃ (Togliere R -717, cascata CO₂/NH₃ e aggiungere R-1233zd)
Questa evoluzione tecnologica impone una nuova attenzione alla progettazione e alla sicurezza, tema regolato dalla normativa UNI EN 378.
Il ruolo della EN 378
La norma UNI EN 378 è oggi il principale riferimento per la progettazione in sicurezza di sistemi con gas refrigeranti, soprattutto quelli classificati come infiammabili. Si articola in quattro parti che coprono classificazione, progettazione, installazione, manutenzione e tutela dell’ambiente.
Uno degli aspetti più delicati per lo sviluppo dei nuovi gas refrigeranti in linea con il Regolamento Europeo F gas 2024/573 , trattandosi di gas infiammabili, riguarda la carica massima di refrigerante ammessa negli ambienti che dipende da vari fattori come :
- tipologia di impianto (plug-in, remoto, centralizzato),
- volume del locale,
- posizione dell’unità,
- categoria di accesso (generale, supervisionato, autorizzato).
Nel caso di installazioni esterne – ad esempio un chiller sul tetto di un ospedale – la norma distingue chiaramente tra presenza di refrigerante nei locali occupati e presenza in apparecchiature esterne. Se tutto il gas è contenuto all’esterno nel gruppo frigorifero ( x es. in copertura) ed è quindi previsto un circuito secondario, l’ambiente interno non è esposto, ma resta comunque obbligatoria una valutazione del rischio.
Anche in questi casi, la EN 378 richiede:
- sistemi di rilevamento perdite,
- ventilazione naturale o forzata,
- accesso controllato,
- componentistica certificata,
- prevenzione di fughe verso l’interno.
La sicurezza, quindi, non è un vincolo, ma una condizione progettuale che accompagna l’innovazione.
Recupero di calore: raddoppio dell’efficienza
Gli ospedali hanno una caratteristica specifica: carichi termici e frigoriferi simultanei e continui.
Mentre alcune aree richiedono raffreddamento, altre hanno bisogno di acqua calda sanitaria e riscaldamento. A questo scopo, i chiller con recupero di calore rappresentano una soluzione particolarmente efficace. A differenza dei sistemi tradizionali che dissipano il calore, questi impianti lo recuperano e lo riutilizzano, riducendo la necessità di caldaie e abbattendo i consumi energetici.
La combinazione tra:
- refrigeranti a basso GWP
- tecnologie ad alta efficienza
- recupero di calore
consente una doppia riduzione dell’impatto ambientale: meno emissioni dirette e minori consumi. Non a caso, queste soluzioni sono già state adottate in grandi strutture sanitarie europee.
Nippon Gases: competenza e soluzioni per il settore medicale
Nippon Gases è una delle principali realtà nel settore dei gas industriali in Europa ed è parte di Nippon Sanso Holding Corporation. In Italia produce e distribuisce gas criogenici, tecnici, medicali, refrigeranti, puri e speciali, affiancando ai prodotti una gamma completa di servizi, materiali, attrezzature e impianti.
Nel settore sanitario, l’azienda è impegnata nello sviluppo di soluzioni che coniugano sapientemente sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità, accompagnando la transizione verso refrigeranti a basso GWP.
Tra le applicazioni più significative del settore figurano:
- impianti ospedalieri con HFO R-454B per riscaldamento e raffreddamento simultanei,
- chiller centrifughi con R-1233zd per grandi ospedali universitari,
- sistemi con recupero di calore e opzioni di risparmio energetico come free cooling e accumulo termico.
Nippon Gases non fornisce solo gas, ma soluzioni complete per accompagnare le strutture sanitarie verso un futuro più efficiente, sicuro e responsabile.