In qualsiasi intervento in ambito impiantistico, il sopralluogo è una fase di fondamentale importanza per l’esito positivo dell’intera commessa. Il sopralluogo è un momento importante non solo dal punto di vista relazionale, nei confronti del cliente, ma anche sotto il profilo tecnico, per conoscere il sito d’intervento e raccogliere tutte le informazioni utili alle fasi successive di progettazione, realizzazione e collaudo.
Saper ascoltare il cliente

Abbiamo chiesto all’ing. Gianmarco Pinchetti, docente della Scuola ANFUS (Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini), qual è il metodo più efficace per affrontare un sopralluogo:
«Nella maggior parte dei casi il cliente è portatore di un desiderio, che il professionista deve saper interpretare alla luce della propria competenza ed esperienza. La capacità di ascoltare è fondamentale per comprendere le reali necessità da soddisfare e, quindi, per focalizzare gli obiettivi, ad esempio per quanto riguarda il risparmio economico, il miglioramento del comfort, la salubrità degli ambienti, l’indipendenza energetica, il rinnovamento architettonico, ecc.
Un approccio professionale è indispensabile per definire in modo completo il quadro esigenziale, attraverso domande dirette e una ricognizione puntuale del contesto, con rilievi, misure, fotografie, ecc. Si pongono così le basi per una progettazione accurata, che tenga conto dei vincoli esistenti e degli effetti che il nuovo impianto avrà sull’ambiente domestico».
Il volume delle informazioni
Un sopralluogo ben condotto è la migliore premessa per l’esito positivo dell’intervento…
«Le informazioni raccolte durante il sopralluogo serviranno per configurare l’impianto, dimensionare correttamente i componenti e scegliere i prodotti più adatti. È importante eseguire un rilievo accurato dell’esistente utilizzando schizzi, strumenti di misura, fotografie, termografie, ecc. La documentazione tecnica dell’edificio è sempre una fonte di informazioni utili per il progetto. Il fabbisogno termico degli edifici cambia infatti moltissimo in relazione alla loro età, all’esposizione, alle stratigrafie murarie, alla tipologia dei serramenti, ecc. Spesso ci si limita alle dimensioni dell’edificio o del locale, ma se si vogliono evitare errori grossolani nel calcolo della potenza termica, il volume da riscaldare non può essere l’unico parametro da considerare».
Ad esempio?
«Prendiamo un edificio con alte dispersioni energetiche attraverso l’involucro: a causa della bassa temperatura delle superfici, gli abitanti soffriranno di discomfort termico anche con un’elevata temperatura dell’aria interna. Al contrario un edificio recente, con un buon livello di isolamento dell’involucro, ha bisogno di pochissima potenza per riscaldare l’aria, anche meno di un decimo rispetto a una costruzione equivalente degli anni ‘70 o precedente».

Raccolta ordinata dei dati

Sbagliare è facile?
«L’errato dimensionamento della potenza termica è molto diffuso e si riflette a cascata sull’intero progetto, ad esempio sotto forma di disomogeneità delle prestazioni nei diversi locali, che è fra le cause più diffuse di contestazione. Di conseguenza, durante il sopralluogo bisogna raccogliere tutte le informazioni utili al calcolo delle dispersioni termiche, che sono alla base del corretto dimensionamento dell’impianto da realizzare».
Un consiglio per ottimizzare la raccolta dei dati durante il sopralluogo?
«Personalmente suggerisco di utilizzare delle check list, uno strumento semplice ed efficace per ottimizzare la raccolta delle informazioni. Le check list sono personalizzabili a seconda del tipo di intervento e permettono di standardizzare la raccolta dei dati, in funzione delle fasi successive dell’intervento. È opportuno considerare anche gli aspetti della sicurezza in corso d’opera e dell’accessibilità per la manutenzione».

Progettare per bisogni reali
Spesso il cliente si è già fatto un’idea di quello che vorrebbe…
«Il sopralluogo è anche un importantissimo momento di dialogo. Non sempre l’aspettativa del cliente corrisponde alla soluzione ottimale per l’installatore. Il tecnico deve saper comprendere i veri bisogni e spiegare quali alternative sono tecnicamente percorribili, anche per quanto riguarda la sicurezza, il comfort, la gestione e la manutenzione dell’impianto, il decoro architettonico, ecc.».
Il progetto è indispensabile?
«Se l’intervento riguarda l’impianto primario di riscaldamento, è necessario un progetto redatto secondo la Legge 10/91 da un tecnico abilitato. Per un impianto aggiuntivo il progetto non è necessario, ma l’installatore è comunque tenuto a rispettare leggi e norme tecniche in materia. Un intervento conforme è fondamentale per ridurre al minimo la possibilità di errore, come anche per tutelarsi in caso di contenzioso».
Strumenti collaudati
Quali sono i riferimenti normativi per una progettazione conforme?
«La UNI10683 è la norma tecnica di base per gli impianti alimentati a biomassa. Nel caso di camini e canali da fumo, ad esempio, fornisce regole condivise per stabilire la compatibilità dell’apparecchio con l’edificio, la scelta del percorso dei fumi e del tipo di condotto, la verifica delle distanze dai materiali combustibili, la definizione delle prese d’aria, della ventilazione e del comignolo, fino alla verifica della depressione necessaria.
Durante i corsi ANFUS forniamo anche strumenti informatici utili alla progettazione, sviluppati in decenni di esperienza sul campo ed estremamente semplici da utilizzare. Inserendo correttamente i dati – conclude Gianmarco Pinchetti – si ottengono indicazioni attendibili, ad esempio sul fabbisogno energetico reale e sulle caratteristiche tecniche di linee, tubazioni e condotti d’aria, utili per orientare la soluzione tecnica verso la soddisfazione delle esigenze del cliente».


«Un buon impianto a biomassa è il risultato di un approccio professionale a tutte le fasi del lavoro, dal sopralluogo al calcolo del fabbisogno energetico, dalla progettazione alla realizzazione fino al collaudo. Il sopralluogo, ad esempio, non è una formalità, ma un momento di fondamentale importanza, durante il quale il professionista persegue due obiettivi:
- ascoltare i desiderata del cliente, per metterne a fuoco le esigenze reali, spesso inespresse, e interpretarle nel contesto specifico;
- raccogliere tutte le informazioni e i dati necessari, per consentire una progettazione e un’esecuzione conformi alle norme.
Non si tratta quindi di decidere “dove mettere la stufa”, ma di comprendere i bisogni e di valutare vincoli e opportunità, attraverso un dialogo costruttivo e un’analisi tecnica accurata. Senza un sopralluogo rigoroso, un ascolto attento e una progettazione conforme, nessuna soluzione potrà soddisfare le aspettative, neanche se realizzata con i migliori prodotti».