L’ultimo rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, relativo all’anno accademico 2024-25, attesta che continuano a essere attrattivi i corsi di laurea in ingegneria.
Limitando l’osservazione ai soli corsi di laurea in ingegneria “tipici” (quelli che costituivano la base delle ex facoltà di Ingegneria), il Consiglio Nazionale degli Ingegneri rileva un ragguardevole aumento delle immatricolazioni, che arriva a sfiorare quota 55.000. Allargando, poi, l’osservazione all’intero universo dei potenziali ingegneri, ossia tutti gli immatricolati che hanno intrapreso gli studi in una classe di laurea utile per l’accesso all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e ingegnere junior, il numero di immatricolati risulta in sensibile aumento: quasi 68.000 immatricolati, circa il 6% in più rispetto all’anno accademico precedente.
Andando più nel dettaglio, i corsi della classe Ingegneria industriale si confermano ancora una volta quelli che richiamano il maggior numero di studenti: oltre 26.000, quasi il 10% in più di quanto rilevato nell’anno accademico precedente. Si registra, inoltre – sottolinea il Consiglio Nazionale degli Ingegneri – un rinnovato interesse per i corsi del settore civile ed ambientale che, dopo diversi anni di progressivo calo, appare ora stazionario ma con segnali di crescita: la classe Scienze e tecniche dell’edilizia registra un +16,3% e la laurea magistrale a ciclo unico Architettura e ingegneria edile-architettura un +6%.
«Il rapporto – commenta Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – ci restituisce alcuni dati molto interessanti. Intanto, ci dice che le immatricolazioni continuano a crescere, anche in linea con quella che è l’alta domanda di ingegneri, attestando il buono stato di salute dei corsi di laurea in ingegneria. In particolare, la buona notizia è che, dopo anni di sofferenza, anche il settore civile ed ambientale dà segnali di risveglio, a dimostrazione del fatto che le evoluzioni future non cancelleranno la necessità di avere ingegneri competenti e attivi in questo ambito. Un ultimo elemento, di cui sono particolarmente lieto, è la costante crescita della componente femminile dei nuovi immatricolati».
«È di particolare interesse – afferma dal canto suo Giuseppe Maria Margiotta, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri con delega al Centro Studi – la dinamica che caratterizza i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e ingegneria edile-architettura. Tali corsi costituiscono un unicum essendo organizzati come quelli del vecchio ordinamento in 5 anni continuativi e fornendo un titolo di laurea che consente l’accesso agli Esami di abilitazione sia alla professione di Ingegnere che a quella di Architetto. Probabilmente è proprio questo duplice sbocco a decretarne il successo: un giovane che si iscrive ai corsi di laurea di questo tipo ha la possibilità di orientarsi strada facendo su quale profilo professionale propendere, senza dover necessariamente escludere anche l’eventualità di una doppia iscrizione ad entrambi gli Albi».