Dossier sui gas refrigeranti fluorurati

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Il Report “Rinfreschiamoci senza riscaldare il Pianeta 4.0 – I refrigeranti e il clima secondo Legambiente” offre tra l’altro una vasta mole di dati sulla produzione, la rigenerazione e il mercato delle miscele HFC in Europa, utilizzate principalmente come fluidi frigoriferi nei settori della refrigerazione e della climatizzazione, e come fluidi estinguenti nei sistemi antincendio. A causa del loro elevato potere climalterante – ricorda il Report –  il Regolamento Europeo 517/2014 ha dato il via ad una lenta dismissione degli HFC (phase down) decidendone  una riduzione percentuale dal 2015 al 2030 delle percentuali di utilizzo e vendita e la sostituzione con altre sostanze come i refrigeranti naturali.

In uno studio dell’Environmental European Agency del 2020 – rileva Legambiente – vengono riportati in sintesi i dati forniti dalle aziende sulla produzione, importazione, esportazione, rigenerazione e distruzione di gas fluorurati ad effetto serra nell’Unione Europea per gli anni 2007-2019. L’edizione 2020 dello studio conferma il progresso dell’Europa nella graduale dismissione dei gas fluorurati. Ad eccezione del 2014, quando secondo Legambiente il consumo era probabilmente gonfiato a causa dell’imminente riduzione graduale, il consumo di HFC sperimenta una tendenza al ribasso.  La produzione dei gas fluorurati ha visto un forte declino a partire dal 2012, con una lieve inversione di tendenza tra il 2014 e il 2016 dovuta soprattutto all’aumento nella produzione di F-gas con ridotto GWP. Il 2018 ha registrato una netta riduzione rispetto all’anno precedente e nel 2019 la produzione risulta essere diminuita di un ulteriore 3%, mentre viene invece registrato un aumento in termini di CO2 eq. a causa di un elevato GWP delle sostanze prodotte, che può essere spiegato dalla disponibilità di dati più completi soprattutto per quanto riguarda la produzione di HFC-23 il quale ha un elevato GWP (> di 12.000).  A partire dal 2013 e in conseguenza dell’avvio del regolamento – continua il Rapporto – aumenta la rigenerazione dei gas fluorurati. Nel 2019 sembrerebbe che vi sia una riduzione del 20% rispetto al 2019 nella rigenerazione, ma va notato che per le imprese coinvolte nella rigenerazione non vigono obblighi sulla rendicontazione, i dati risultano pertanto incompleti.  Dal 2014 in discesa anche le importazioni di gas fluorurati, sia in forma di sostanze sfuse che quelle contenute all’interno di prodotti e apparecchiature; nel 2017 le importazioni hanno registrato un picco alla nascita/immissione sul mercato degli HFC a basso GWP, per poi riprendere a scendere annualmente del 10% fino al 2019 soprattutto per una riduzione nell’importazione delle sostanze sfuse. Il ridotto commercio di F-gas come sostanze sfuse ha portato anche ad un calo degli export a partire dal 2017.  Tra il 2008 e il 2015 risulta essere fortemente aumentata anche la distruzione dei gas fluorurati, i valori compresi tra il 2016 e il 2018 presentano una riduzione del 50% rispetto a quelli del 2015 per poi risalire drasticamente nel 2019, questo è dovuto alla dismissione dell’HFC-23 e soprattutto a un incremento nella rendicontazione.  Dati sconfortanti – lamenta Legambiente – vengono, invece, sul fronte del recupero di questi gas, operazione utile specialmente nella fase di transizione nel passaggio da una tecnologia ad alto. Inoltre, anche la distruzione di queste sostanze a fine vita, non presenta dei valori sostanziali, lasciando un gap rispetto al fine vita di questi prodotti. Refrigerazione, aria condizionata e riscaldamento – continua il Report – sono senza dubbio le applicazioni più rilevanti degli F-gas forniti all’UE, queste applicazioni rappresentano oltre il 71% delle tonnellate di fornitura del 2019 e il 63% in CO2 eq. Rispetto al 2018, la quantità in tonnellate, di gas refrigeranti forniti all’ UE, è scesa del 20% e del 22% in CO2 eq. Il cambiamento nel valore di GWP – secondo Legambiente – può essere facilmente spiegato dal fatto che vengono man mano impiegati refrigeranti a GWP sempre più basso, mentre ciò non spiega, invece, la tendenza di riduzione anche delle quantità in tonnellate.  La riduzione nei settori dell’aria condizionata e della refrigerazione tra il 2018-19 – sottolinea il Report –  indica che si stanno impiegando in questi settori gas refrigeranti non fluorurati, come i refrigeranti naturali, CO2, ammoniaca, acqua e idrocarburi che non vengono riportati nei conteggi; mentre il potenziale importo di F-gas illegali non può essere quantificato.  Gli F-gas utilizzati per la produzione di schiume ammontano al 14% delle tonnellate disponibili nel 2019. I gas coinvolti in questo settore – conclude il Rapporto –  sono principalmente HFC, hanno GWP relativamente bassi; pertanto, le schiume rappresentano solo il 4% del GWP totale. Anche se in termini assoluti la quantità di gas utilizzati nel settore delle schiume è rimasta la stessa rispetto al 2018, il GWP degli F-gas utilizzati per questo scopo si è ridotto del 31%.

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