Venezia diventa laboratorio europeo per le politiche dell’acqua

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L’Università Iuav di Venezia e il sistema della ricerca veneziana rappresentati da CORILA (Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia) sono stati riconosciuti come attori chiave nella definizione della “European Water Resilience Strategy”, la strategia comunitaria per la resilienza idrica che sarà approvata dal Parlamento europeo il prossimo mese di marzo.

La strategia europea per la resilienza idrica, “European Water Resilience Strategy”, considera la gestione delle risorse idriche uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività europea, con l’ulteriore vantaggio di rendere la regione più attraente per gli investitori e si basa su tre obiettivi interconnessi. In primo luogo, mira a ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua dalla sorgente al mare. Ciò include la piena attuazione della legislazione UE vigente in materia di acque, come la Direttiva quadro sulle acque e la Direttiva sulle alluvioni . L’attenzione è rivolta sia alla qualità che alla quantità dell’acqua, con rinnovati sforzi per trattenere l’acqua nei paesaggi, ridurre l’inquinamento nei sistemi di acqua dolce ed eliminare sostanze nocive come i Pfas dall’acqua potabile.

In secondo luogo, la strategia punta a costruire un’economia idrica intelligente. Migliorando l’efficienza idrica e promuovendo un uso sostenibile, l’Unione europea intende modernizzare le infrastrutture idriche e ridurre gli sprechi. Una nuova raccomandazione della Commissione sull’efficienza idrica fissa l’obiettivo di ridurre il consumo idrico dell’UE di almeno il 10% entro il 2030. Con tassi di perdite nazionali che vanno dall’8% al 57%, modernizzare i sistemi idrici obsoleti è ritenuto essenziale. La strategia incoraggia anche l’adozione di tecnologie digitali e contatori intelligenti per rilevare le perdite e ottimizzare l’utilizzo.

In terzo luogo, la strategia si impegna a garantire acqua pulita e servizi igienico-sanitari accessibili a tutti i cittadini. Riconosce che sia i consumatori che le imprese hanno un ruolo fondamentale nella riduzione del consumo di acqua. Per trasformare questa Venezia diventa laboratorio europeo per le politiche dell’acquavisione in realtà, la Commissione europea ha lanciato aree chiave di sostegno e attuazione. La governance viene rafforzata attraverso dialoghi strutturati con gli Stati membri, le regioni e le autorità idriche locali. Queste discussioni intendono contribuire a individuare le sfide, promuovere le migliori pratiche e semplificare la normativa vigente. In questo scenario, il direttore della Ricerca dell’Università Iuav e presidente di CORILA, Francesco Musco, è stato invitato dalla presidente Kata Tüttő, relatrice del parere sulla nuova strategia, a intervenire alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni (CoR) alla presenza dei 100 membri della Commissione ENVE (Environment, Climate and Energy), che rappresentano enti locali e regioni dei 27 Stati membri.

L’incontro ha messo in luce il contributo decisivo della ricerca scientifica, delle culture del progetto e delle pratiche di public engagement nei territori, elementi chiave per costruire una Water-Smart Society, uno dei pilastri della roadmap ENVE. Al centro anche il ruolo di Venezia come vero e proprio laboratorio europeo per le politiche dell’acqua, forte di un ecosistema di ricerca che riunisce Iuav, CORILA, CNR-Ismar, Ca’ Foscari e le infrastrutture statali dedicate allo studio e alla gestione dei sistemi lagunari e costieri. «Venezia e la sua laguna – ha dichiarato Francesco Musco – rappresentano un contesto unico per comprendere l’intreccio tra cambiamenti climatici, gestione dell’acqua, rischi costieri e tutela del patrimonio culturale e possono offrire un contributo decisivo alla nuova strategia europea sull’acqua, grazie alla ricerca interdisciplinare e alla capacità di integrare governance, progettazione e innovazione tecnologica».

Musco ha richiamato in particolare:

  •  il Polo del Mare/Venice Water Lab, piattaforma avanzata dedicata alle interazioni terra-mare, alla gestione dei rischi e alle soluzioni basate sulla natura;
  •  il Living Labs e il Blue Communities, indicati da ENVE come strumenti per co-progettare la gestione dell’acqua insieme a cittadini, istituzioni e imprese;
  • il contributo di Venezia nell’ambito della Pianificazione Spaziale Marittima;
  • la necessità di rafforzare governance multilivello e capacità decisionale dei territori.

«La resilienza idrica – ha concluso Francesco Musco – sarà una delle sfide decisive della transizione europea: Venezia e il suo sistema della ricerca sono pronti a contribuire con evidenze scientifiche, capacità progettuale e un forte radicamento nelle politiche regionali e territoriali, affinché le future politiche europee siano efficaci, inclusive e orientate alla protezione delle comunità e degli ecosistemi». La presenza dell’Università Iuav di Venezia alla plenaria del Comitato delle Regioni avviene nell’anno che segna l’apertura delle celebrazioni per il Centenario Iuav, e anticipa una serie di iniziative (tra cui la prossima Venice Climate Week, prevista a giugno 2026) orientate a riportare Venezia al centro del dibattito europeo sulle politiche dell’acqua, del clima e della resilienza urbana.

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