Lo scorso 14 aprile, Proxigas (Associazione Nazionale Industriali Gas) e Assotermica (Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici) hanno siglato un Protocollo d’Intesa strategico per promuovere la decarbonizzazione dei consumi energetici nell’ambito residenziale attraverso l’impiego di green gas, come biometano, idrogeno e metano sintetico.
L’accordo, firmato dai rispettivi Presidenti, Pier Lorenzo Dell’Orco per Proxigas e Giuseppe Lorubio per Assotermica, punta a valorizzare le infrastrutture e gli impianti esistenti per rendere la transizione energetica accessibile, equa e sostenibile per tutti i cittadini.
Il Protocollo definisce un quadro di cooperazione volto a favorire l’efficienza energetica e un percorso di decarbonizzazione inclusivo nel settore residenziale; in un contesto in cui oltre il 70% delle abitazioni italiane utilizza caldaie a gas – e più di 16 milioni di abitazioni rientrano nelle classi energetiche F/G -, le Associazioni riconoscono nei gas rinnovabili una soluzione immediata per abbattere le emissioni senza gravare sui consumatori con investimenti eccessivi. L’accordo mira a conciliare il percorso obbligato verso la decarbonizzazione – necessario e innegabile – con le sfide legate all’elettrificazione del riscaldamento in un contesto-Paese in cui troviamo un patrimonio immobiliare spesso vetusto, una capacità reddituale della popolazione molto diversificata, oltre a numerosi vincoli in contesti storici cittadini.
Per le Associazioni, viste queste premesse, la soluzione che aiuterebbe il processo di decarbonizzazione degli edifici italiani senza scontrarsi con le difficoltà sopracitate è quella della promozione dei green gas. “Il gas naturale – commenta il Presidente di Proxigas, Pier Lorenzo Dell’Orco – continuerà a svolgere un ruolo essenziale per le famiglie italiane. In questo contesto, i gas rinnovabili rappresentano una soluzione concreta per la decarbonizzazione, valorizzando le infrastrutture esistenti senza richiedere ulteriori investimenti da parte dei consumatori finali. Con circa il 70% delle famiglie italiane che utilizzano gas per il riscaldamento e i limiti strutturali del patrimonio edilizio nazionale, la completa elettrificazione dei consumi domestici non è un obiettivo realistico”. Oggi il biometano, nel prossimo futuro l’idrogeno e, un domani, i gas sintetici, miscelati insieme al gas naturale, potranno dunque consentire di sfruttare le infrastrutture esistenti con marginali investimenti, riducendo, al contempo, anche l’impronta carbonica degli impianti termici residenziali.
Il potenziale del biometano
Una parentesi significativa è stata ritagliata dal Presidente di Proxigas in merito al potenziale del biometano in Italia, che rappresenta un’opzione disponibile da subito. Come riportato da Dell’Orco, grazie anche a un quadro incentivante favorevole promosso dal PNRR, si è assistito a un incremento esponenziale del numero di impianti: rispetto al 2019, nel 2025 c’è stato un incremento di quasi 7 volte la capacità produttiva. Come riportato anche dalle ultime stime effettuate dal Consorzio Italiano Biogas (CIB), il potenziale del biometano può arrivare a 8 miliardi nel 2030, 12 miliardi nel 2040 e, addirittura, 15 miliardi nel 2050. Si tratta, dunque, – conclude Dell’Orco – di un momentum che va sfruttato anche oltre la scadenza del PNRR.
Dell’Orco ha quindi nuovamente sottolineato l’importanza della neutralità tecnologica in ottica di decarbonizzazione degli edifici: “Serve un approccio basato sulla neutralità tecnologica. È necessario affiancare all’elettrificazione soluzioni complementari che permettano a tutti i cittadini di essere protagonisti della transizione energetica a costi sostenibili”.
“Troppo spesso il dibattito sulla decarbonizzazione dei consumi termici si avvita sui presunti meriti o demeriti di questa o quella tecnologia – aggiunge il Presidente di Assotermica Lorubio -, dimenticando come il miglior viatico per la transizione energetica negli edifici sia la combinazione di maggiore efficienza energetica – garantita dal nostro impegno verso l’innovazione tecnologica – e di quote crescenti di energie rinnovabili, che la filiera del gas è pronta a scaricare a terra”.
“I green gas sono ancora merce rara – prosegue Lorubio – ma qui entrano in gioco le tecnologie: innanzitutto rinnovare gli apparecchi significa di per sé apportare un efficientamento dei consumi; in secondo luogo, nuovi apparecchi sempre più tecnologici saranno in grado di utilizzare una minima parte di queste molecole da inserire nella miscela, per ottenere comunque un percepibile abbassamento delle emissioni, rendendo i green gas disponibili a una più ampia platea di utenti finali”.
Le tecnologie, dunque, sono pronte. Lorubio ha inoltre rimarcato come moltissime aziende associate stiano oggi investendo parecchie risorse su tecnologie in grado di inserire nella miscelazione anche l’idrogeno. Idrogeno che, se per la normazione attuale deve avere un limite del 2% in miscela, potrà sicuramente – e senza particolari problemi – arrivare a una percentuale del 20%, se non anche a toccare punte del 50-60%, come riportato dal Presidente in relazione ad alcuni progetti europei che sono stati effettuati su apparecchi esistenti.
Lorubio ha poi aggiunto una riflessione sulla complessità del periodo attuale: “Viviamo in un’era che è stata ribattezzata “della policrisi”. Questa collaborazione sarà fondamentale anche per dare risposte chiare, rapide e condivise ai decisori politici, affinché possano affrontare le sfide del nostro tempo in maniera più efficace”.
In conclusione, l’intesa mira a superare le polarizzazioni del dibattito attuale, puntando sull’innovazione e sulla capacità della filiera del gas di integrare quote crescenti di energie rinnovabili. L’obiettivo finale dell’accordo Assotermica-Proxigas è quello di rendere la transizione energetica non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche equa e realizzabile per tutti i cittadini, valorizzando ciò che già esiste e accelerando l’adozione di soluzioni innovative, auspicando, inoltre, la creazione di un quadro regolatorio e legislativo chiaro e stabile, capace di supportare un’integrazione sempre più ampia dei vettori gassosi rinnovabili nel mix energetico nazionale.
- Comunicazione e divulgazione: per fornire informazioni corrette a cittadini e istituzioni sul potenziale dei gas green.
- Eventi e convegni: organizzazione di tavoli tecnici e workshop sui temi della sicurezza energetica.
- Studi e ricerche: realizzazione di analisi tecnico-scientifiche e valutazioni di impatto sulle soluzioni energetiche residenziali.
- Innovazione e sperimentazione: promozione di progetti su tecnologie innovative e sull’uso di miscele low carbon.