Norma sull’impronta climatica dei prodotti

Condividi

L’Uni informa che è stata pubblicata la norma internazionale ISO 14067 “Greenhouse gases – Carbon footprint of products – Requirements and guidelines for quantification”, che specifica principi, requisiti e linee guida per la quantificazione e la comunicazione dell’impronta di carbonio di un prodotto (CFP-Carbon Foorprint of a Product). Il documento, che sarà adottato come norma UNI ISO, intende offrire alle organizzazioni di ogni tipo uno strumento per calcolare l’impronta di carbonio dei loro prodotti e far meglio comprendere come è possibile ridurla. La norma sostituisce la specifica tecnica ISO/TS 14067 del 2013.

I principali cambiamenti rispetto alla precedente UNI/TS si concentrano verso una maggiore attenzione alla quantificazione della CFP, mentre altri argomenti – per esempio legati alla comunicazione della CFP – sono trattati nelle norme della famiglia ISO 14000 sulla gestione ambientale. Sono stati chiariti anche altri aspetti quali il calcolo del consumo di energia elettrica e introdotte raccomandazioni specifiche sulla quantificazione delle emissioni per i prodotti agricoli e forestali.

Elaborata dal gruppo di lavoro WG 8 nell’ambito dell’ISO/TC 207 “Environmental management, SC 7 Greenhouse gas management and related activities”, la ISO 14067 appartiene alla famiglia ISO 14060, norme che portano una visione chiara e coerente in materia di quantificazione, monitoraggio, segnalazione e verifica delle emissioni di gas serra per sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Edicola web

  • n.4 - Aprile 2026
  • n.3 - Marzo 2026
  • n.2 - Febbraio 2026

Ti potrebbero interessare

Nasce la prima Giornata Europea della Sicurezza degli Ascensori

Le Associazioni ELA ed EFESME hanno organizzato la European Safety Day – Elevator & Escalator Safety “Safety for all” che si terrà a Brussels, martdì 28 aprile 2026.

SALTOpower

Sistemi di accumulo termico a sali fusi per incrementare capacità di stoccaggio

Promuovere l’utilizzo dei sistemi di accumulo termici a sali fusi come soluzione alla crescente richiesta di stoccaggio di energia in Europa. È questo l’obiettivo del progetto europeo SALTOpower che ha visto la partecipazione di ENEA attraverso il Laboratorio Energia e accumulo termico del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.