Il sindaco Paolo Lambertini illustra le priorità per la sicurezza nel comune di Cairo Montenotte in provincia di Savona: controllo, efficienza e protezione tempestiva
Il Comune di Cairo Montenotte (SV) ha visto a febbraio l’installazione di una telecamera Axis P3737-PLE posta sopra un palo al centro di piazza Abba, in pieno centro, a cura del team Rrm Network by Brigroup Srl di Vado Ligure. L’apparecchio è in grado di offrire viste dettagliate sia grandangolari che ingrandite, anche in condizioni di luce scarsa, grazie all’illuminazione IR a 360 gradi, al sistema Forensic WDR e alle funzioni di analisi basate sul deep learning. Un impianto all’avanguardia e scalabile, che non necessita di server dedicati e risulta perfettamente allineato alle necessità del Comune, ovvero restituire ai cairesi una città sicura per la quotidianità e la socialità.
Ne abbiamo parlato con Paolo Lambertini, sindaco del Comune: «Nel 2017, quando è partito il progetto, in città erano attive circa 30 telecamere, oggi ce ne sono 85. Alcune sono obsolete, e l’obiettivo è ottimizzare il sistema entro l’anno, sostituendo gli apparecchi che necessitano di aggiornamento e aggiungendo nuovi dispositivi nelle zone dove mancano. Tra queste, anche piazza della Vittoria, la piazza principale del centro cittadino ora totalmente coperta dalla videosorveglianza, e le aree del centro storico più movimentate».
Sicurezza a 360°
A essere coinvolte sono state anche le frazioni del Comune, cercando di dare copertura a tutte le zone considerate critiche. Accanto alle telecamere di contesto, sono stati installati apparecchi OCR per i controlli sulla regolarità del traffico veicolare e una telecamera mobile per contrastare l’abbandono dei rifiuti. La polizia locale contribuisce alla sicurezza aumentando i controlli e con un nuovo telelaser; si trova presso la loro centrale anche la sala operativa alla quale convergono i segnali delle telecamere.
«Puntiamo molto sulla videosorveglianza – prosegue il sindaco – La priorità è la qualità della tecnologia: abbiamo bisogno di telecamere efficienti, perché la qualità del dettaglio è fondamentale per avere informazioni precise, e di un monitoraggio in tempo reale nella control room. Per questo abbiamo realizzato anche un accordo importante con Telecom. Sono fondamentali anche i professionisti della sicurezza: parallelamente abbiamo aumentato le indennità per incentivare gli agenti a intraprendere l’attività in strada, nonostante la burocrazia amministrativa. Inoltre, collaboriamo molto bene con i carabinieri, la Guardia di Finanza e la polizia stradale».
Paolo Lambertini cita alcuni eventi recenti che hanno richiesto il coinvolgimento della videosorveglianza: grazie alle telecamere è stato possibile rintracciare immediatamente i responsabili di un atto di vandalismo ai danni di un monumento cittadino, e ricostruire la dinamica di un investimento mortale avvenuto in centro. Inoltre, la videosorveglianza, insieme alla collaborazione con le forze dell’ordine, è fondamentale nella gestione della movida estiva. «Non vogliamo esagerare con le telecamere – aggiunge il sindaco – perché è importate gestirle bene. Cairo ha un territorio vasto (100 km2 per 13.000 abitanti), quindi si tratta di ottimizzare i punti di installazione degli apparecchi».
In tutto gli agenti di polizia locale sono 12, con un presidio garantito dalle 7.00 alle 19.00 e attività extra durante l’estate, sia in città che nelle quattro frazioni principali (San Giuseppe, Rocchetta Cairo, Ferrania e Bragno). La videosorveglianza costituisce una parte importante – ma non l’unica – della strategia per migliorare la qualità della vita a Cairo Montenotte. Per esempio, ci sono accordi che riguardano: le analisi fonometriche della rumorosità dei locali di notte; il monitoraggio dei dossi, soprattutto nei pressi delle scuole, per garantire il rispetto dei limiti di velocità; la tutela ambientale tramite la verifica della qualità dell’aria nella zona industriale con Arpal, la ASL e la provincia; l’alert system per allertare la popolazione in caso di alluvioni. Reperire i fondi non è sempre facile, ma il sindaco sottolinea come la sicurezza sia considerata una priorità, per cui il Comune investe di tasca propria e cerca di ottenere fondi pubblici. «In passato abbiamo partecipato a bandi nazionali – dichiara – ma Cairo è un paese relativamente tranquillo, pertanto i nostri punteggi non sono elevati».

I dettagli del progetto – Videosorveglianza come risorsa proattiva
Maurizio Brisa, responsabile vendite di Brigroup, illustra le soluzioni tecnologiche adottate
Le tecnologie adottate per il centro di Cairo Montenotte trasformano la videosorveglianza da semplice strumento di registrazione di eventi a soluzione di sicurezza proattiva.
Quali soluzioni avete scelto?
«Il fulcro tecnologico della piazza è rappresentato dalla telecamera multidirezionale Axis P3737-PLE, un dispositivo che integra 4 canali da 5 MP ciascuno, garantendo una copertura a 360 gradi con un frame rate di 20 FPS per canale. A questa dotazione si affianca il sistema avanzato di gestione della luce Forensic WDR, che mantiene la nitidezza delle immagini in presenza di forti contrasti tra zone d’ombra e altre di forte illuminazione. Inoltre, l’illuminazione IR a 360 gradi utilizza Led controllabili singolarmente, così da eliminare i riflessi e assicurare visibilità anche nell’oscurità totale. Il monitoraggio, a cura di Rrm Network by Brigroup, avviene H24, su piazza Abba come su tutto il territorio comunale. La rete è stata profondamente modernizzata e oggi è una solida infrastruttura composta da 118 ottiche gestite dal software VMS Milestone e 10 varchi ANPR per la lettura targhe realizzati con telecamere Selea controllate dal software CPS».
Perché proprio questi dispositivi?
«La configurazione è particolarmente adatta a uno spazio pedonale centrale, perché permette alla polizia locale di ottenere simultaneamente viste panoramiche dell’intera area e ingrandimenti dettagliati su specifici punti di interesse, con la fluidità necessaria a un monitoraggio dei movimenti in tempo reale».
Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale? Può farci un esempio?
«La telecamera monta direttamente a bordo l’intelligenza artificiale (e nello specifico il deep learning), con funzionalità come Axis Object Analytics, che permette di classificare persone e veicoli per ricerche forensi rapide e precise. Per esempio, a febbraio il sistema ha permesso di rintracciare i responsabili di una truffa con un finto carabiniere. È stato individuato con esattezza il veicolo dei sospettati, che sono stati identificati tramite gli indumenti: una prova inconfutabile per l’arresto e il recupero della refurtiva».
Quali le soluzioni per la connettività?
«La soluzione scelta per garantire la solidità del sistema di rete è la combinazione tra rilegamenti in fibra ottica e ponti radio con tecnologie a 5, 24 e 60 GHz, supportati da switch gestiti Teltonika e apparati MikroTik, Ubiquiti e Cambium Networks. Questa infrastruttura scalabile è stata progettata secondo le esigenze del comando di polizia locale comandato da Silvia Schinca e con il supporto dell’ufficio tecnico comunale diretto da Simone Nolesio. I requisiti di progettazione sono stati: assicurare che le massime performance delle telecamere fossero fruibili in sala operativa, scegliere le tipologie di sensori (telecamere Hanwha Vision, Axis Communications, Selea) e proteggere l’integrità dei dati tramite sistemi come Axis Edge Vault. Tutto questo contribuisce a fare di Cairo Montenotte un esempio di gestione smart e affidabile della sicurezza urbana».

La voce della polizia locale
La comandante Silvia Schinca spiega come si è arrivati a definire la rete di videosorveglianza. Le parole chiave: collaborazione e prevenzione
Per la polizia locale di Cairo Montenotte, la videosorveglianza è uno strumento prezioso di supporto all’azione quotidiana sul territorio, come racconta la comandante Silvia Schinca.
Come integrate la videosorveglianza nella vostra attività operativa?
«Le immagini delle telecamere ci permettono di verificare in tempo reale le segnalazioni dei cittadini, di monitorare le situazioni critiche e di orientare gli interventi degli agenti in modo più mirato ed efficace, ottimizzando le risorse a disposizione. La videosorveglianza non sostituisce il presidio fisico, ma lo integra e lo potenzia notevolmente».
Avete in atto una collaborazione con altre forze dell’ordine?
«Certamente, ed è costante e molto positiva. Abbiamo protocolli di condivisione delle immagini con carabinieri e Guardia di Finanza, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy e delle autorizzazioni prefettizie. In caso di reati o situazioni di emergenza, le riprese vengono messe rapidamente a disposizione delle altre forze dell’ordine, consentendo un’azione congiunta più incisiva e tempestiva».
In quali aree è più utile la videosorveglianza?
«A trarne maggior giovamento sono soprattutto il centro storico, le immediate vicinanze delle scuole, i parcheggi pubblici più frequentati, gli accessi principali al paese. Aiuta a prevenire e contrastare furti, vandalismi, abbandono di rifiuti e situazioni di degrado».
Come avete scelto dove posizionare le telecamere?
«La collocazione degli apparecchi è stata decisa sulla base di un’analisi attenta dei dati: mappe delle segnalazioni dei cittadini, statistiche sui reati, punti di maggiore aggregazione e criticità emerse dal confronto con l’amministrazione e le altre forze dell’ordine. L’obiettivo è stato individuare e coprire i punti di maggiore vulnerabilità e interesse per la collettività».
Come valutate la percezione della sicurezza da parte dei cittadini?
«Positivamente, perché i cittadini si sentono tranquilli a vivere in Comune. Questo però non significa che possiamo abbassare la guardia, perché alcuni timori permangono e vanno affrontati con concretezza. Mi riferisco soprattutto a episodi di microcriminalità o a situazioni di marginalità. Inoltre, per noi il concetto di videosorveglianza e monitoraggio va inteso a tutto campo, includendo la prevenzione e il soccorso anche in caso di eventi critici, compresi quelli di origine naturale.
Per questo come comando di polizia locale stiamo lavorando in stretta sinergia con l’amministrazione comunale non solo sull’operatività emergenziale, ma anche sulla comunicazione e sulla prevenzione. A febbraio è nato il progetto Nando Soccorso e Alert System – essere avvisati è già proteggersi, che va proprio in questa direzione: rafforzare il senso di tutela e coltivare lo spirito civico di comunità, a partire dai più giovani, facendo percepire la sicurezza come un obiettivo condiviso e raggiungibile attraverso strumenti moderni e una presenza costante sul territorio».